VIDEO - Luana Ilardo difende Ranucci: ha toccato i fili dell’alta tensione. Libertà di stampa negata
La figlia di Luigi Ilardo interviene sui social sulla vicenda della defenestrazione del giornalista
Luana Ilardo, figlia di Luigi Ilardo, è intervenuta con forza sul suo canale Facebook in difesa di Sigfrido Ranucci e del diritto di cronaca, denunciando un clima in cui la libertà di stampa che "da anni viene negata, ma ancora di più in questi anni è stato veramente quasi abolito". "Fino al 2023 eravamo collocati al 41° posto come libertà di stampa a livello mondiale e oggi nel 2026 siamo scesi vertiginosamente al 56%", ha dichiarato, sottolineando come questa regressione debba diventare "un punto di riflessione". "Ripeto, la nostra difesa nei confronti di Sigfrido principalmente è una difesa al diritto e alla libertà di stampa, cosa che ci viene negata, e anche questo di dominio pubblico", ha spiegato. I governanti, e "soprattutto il nostro Presidente del Consiglio", secondo Luana Ilardo, "non accetta domande dei giornalisti né di destra né di sinistra, né che siano senza essere preventivate e programmate prima". "Noi oggi stiamo cercando di difendere, forse non si è capito bene, è semplicemente il diritto della libertà di stampa", ha proseguito.
Sigfrido Ranucci, ha affermato, "ha toccato i fili dell'alta tensione, li ha toccati, e purtroppo devo dire li ha toccati soprattutto negli ultimi anni con gli esponenti governanti di destra". "In tanti l'abbiamo ringraziato in questi anni, nonostante oggi poi tanti di voi abbiano preso posizioni diverse", ha aggiunto. E ha ricordato un contributo decisivo: "Se abbiamo avuto pienezza e chiarezza sull'omicidio di Giulio Regeni, sicuramente è stato grazie anche al suo contributo". Non è vero, ha precisato, "che ha difeso, che comunque ha sempre attaccato solo la destra, perché vi ricordo che per anni ci sono state una sfilza di puntate riguardo quello che è accaduto con i fondi COVID, con la gestione di Speranza, con lo scandalo delle mascherine piuttosto che dei banchi a rotelle. Quindi non è vero che Sigfrido ha attaccato solo la destra". "Ma questo non prescinde il fatto di essere da destra o sinistra, ma io voglio semplicemente basarmi sui fatti che sono realmente accaduti e che sono inoppugnabili, sono incontrovertibili comunque da insomma sottoporre alla vostra attenzione".
Dai fondi Covid a Santanchè, dalla commissione antimafia alla famiglia La Russa
Luana Ilardo ha poi richiamato una lunga serie di inchieste. "Anche il centrodestra, quando abbiamo avuto lo scandalo di Renzi che poco prima della caduta del governo Conte, grazie a un filmato anonimo di una presunta insegnante, insomma ha avuto un incontro sospetto con appartenenti ai servizi segreti presso l'Autogrill". Grazie a Report, ha continuato, "siamo venuti a sapere, argomento a me ovviamente molto vicino, della manipolazione che in qualche maniera il generale Mori adoperava, adopera ancora oggi nella commissione parlamentare grazie a quegli inediti audio dove ovviamente sentendosi col suo caro amico Aliprandi cercava di coinvolgerlo a presiedere la commissione parlamentare antimafia". Un attacco duro, perché "è come se la commissione volesse escludere qualsiasi altra pista al di là della pista mafiosa, dividendo totalmente la strage di Via D'Amelio da quella di Falcone, che ovviamente sono strettamente legate, quindi escludendo anche qualsiasi connubio con la destra eversiva". "Grazie a lui abbiamo saputo degli scandali dell'ex Ministro della Cultura Santanchè, sappiamo bene la storia di Visibilia". "Siamo ancora in attesa insomma che la ministra, l'ex ministro, venga sottoposta a processo a Milano. Ancora rimandano, non sappiamo mai se insomma stanno tentando chiaramente di farlo andare in prescrizione, ma questa è un'altra storia. Però insomma è bene ricordare, riannodare i fili". Tra i servizi che hanno "destato non poco fastidio a questo governo" c’è anche quello sulla famiglia La Russa: “Si ricostruiva la genesi del padre Antonino La Russa, della sua appartenenza comunque alla Gas, dell'arricchimento patrimoniale poi con altri colossi italiani come la SAI" e "dei rapporti diciamo un poco torbidi che comunque sono stati svelati, con finanziamenti che provenivano da, che provenivano da canali come quelli di Sindona, piuttosto che riconducibili con ulteriori finanziamenti alla P2, di conseguenza a Licio Gelli". E ancora: "Gli allevamenti intensivi, come vengono gestiti, quello che succede lì all'interno. Lo scandalo delle carni importate dall'Egitto, dall'Africa, carni scadute, e poi rietichettate, rimesse nel mercato, nei supermercati italiani, che comunque l'abbiamo mangiata un po' tutti quanti". Uno degli ultimi episodi riguarda "il Garante della Privacy, che entrava nell'ufficio di Arianna Meloni, proprio qualche ora prima che venisse multato nuovamente Report con un'ammenda di 150.000 euro". Senza dimenticare "i soldi spesi su un ponte che non verrà mai fatto, del dell'arricchimento della società Stretto di Messina, di quanto siano lievitati questi conti, gli studi di fattibilità e soprattutto ancora già da oggi, da qualche mese noi paghiamo delle penali quotidiane per questo ponte che non solo non è stato costruito ma probabilmente non verrà neanche mai costruito".
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