Lavrov accusa l’Occidente che usa ''il terrorismo per piegare la Russia''
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La situazione è ai ferri corti tra Mosca e Bruxelles e oramai non si intravede più il confine dell'ennesima linea rossa da superare nella speranza di scatenare un crollo della leadership russa.
Lo ha detto esplicitamente il Primo Ministro finlandese Alexander Stubb: "la pressione sulla Russia deve continuare ed essere intensificata" nella speranza che, attraverso gli attacchi continui alle infrastrutture strategiche della Russia, la popolazione ad un certo punto si “ribelli” a Putin.
Per questo l'intera industria europea si sta riconvertendo nella fabbrica dei droni e, molto presto, dei missili a lungo raggio da lanciare contro il Paese attraverso l'Ucraina, senza badare minimamente alle conseguenze nefaste che attendono il continente per il prossimo futuro.
Il 17 luglio, la firma a Kiev del partenariato industriale per la difesa UE-Ucraina e la creazione della EU-Ukraine Drone Alliance, presentata dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen come "il nostro drone deal" durante le celebrazioni della Giornata della Statualità ucraina, ha sancito un nuovo impulso per la macchina da guerra europea contro Mosca.
L'accordo mira ad aumentare rapidamente la produzione congiunta di sistemi collaudati in battaglia per contrastare droni e missili, offrendo al contempo prevedibilità a lungo termine agli investimenti sia in Ucraina che nell'Unione Europea, con l'obiettivo di avviare la produzione congiunta di droni e sistemi anti-drone entro la fine del 2026.
Un’evoluzione del programma ucraino "Build with Ukraine", lanciato nel 2025, che ha già portato alla firma di almeno 47 accordi di produzione congiunta con partner europei e nordamericani entro fine giugno 2026, coinvolgendo almeno 21 paesi; la Germania da sola rappresenta oltre un quinto del totale, seguita da Repubblica Ceca e Finlandia. In quattro anni la capacità produttiva del settore difesa ucraino è cresciuta del 5.400%, passando da 1 a 55 miliardi di dollari, mentre il numero di aziende specializzate in tecnologie difensive è aumentato del 12.400%, da circa 10-12 a oltre 1.500.
L'accordo coinvolge 19 aziende fondatrici: per la parte europea figurano ORQA, Indra Group, Fincantieri (Italia), WB Electronics/WB Group, Destinus, Delair, RSI Europe, TERMA A/S e Quantum Systems; per la parte ucraina Skyfall Industries, Greentech Harvest, Tencore, Deviro, Vyriy Industry, Athlon Avia, TAF Industries, UFORCE e F-Drones. Siti di produzione già inclusi nella lista di obiettivi del Ministero della difesa russo.
Ebbene solo poche ore fa, un altro incendio è scoppiato in un magazzino della Wildberries a Sarapul in seguito a un attacco delle forze armate ucraine.













