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Report: l'Asse Meloni-Trump; come l'America detta l'agenda politica in Italia e in Europa

Luca Grossi

meloni trump rep play

Le rivelazioni dell’inchiesta di Report andata in onda su Rai 3

Teste pensanti dell’ultra-destra e programmi politici d’Oltreoceano. Ma soprattutto soldi, tanti soldi.
Dopo la rielezione di Donald Trump sono aumentate in modo impressionante le ingerenze americane in Europa e figure di spicco della Casa Bianca vengono sempre più spesso nel vecchio Continente a sostenere pubblicamente i candidati di destra alle elezioni politiche nazionali.
Non solo: in alcuni casi, come quello di Giorgia Meloni, i supporti sono stati diretti. Lei è stata infatti scelta della destra americana e fatta crescere.
Ma andiamo con ordine.
Come racconta l’inchiesta - ‘Piccoli Trump crescono’ - di Report di Giorgio Mottola andato in onda ieri su Rai 3 per esportare i valori e la visione della democrazia di Donald Trump, 12 tra i più influenti think tank conservatori americani hanno incrementato negli ultimi 5 anni il flusso di soldi verso l’Europa del 200 per cento per una cifra complessiva di quasi 100 milioni di euro, e accresciuto enormemente l’attività di lobbying nelle istituzioni europee.
I soldi vengono pompati, come detto, da 12 fondazioni potentissime americane legate al mondo ultraconservatore e collegate a loro volta alle fondazioni legate a Fratelli d’Italia tra cui ‘Nazione Futura’ di Francesco Giubilei, presidente anche di Tatarella onlus e della fondazione di ‘Alleanza Nazionale’, la cassaforte della destra italiana. Tra le fondazioni estere troviamo invece un’organizzazione ultra conservatrice l’Ordo Iuris legata al partito polacco PiS e da una fondazione ungherese legata a Viktor Orban, la Mathias Corvinus Collegium.
In Francia c’è l’Istituto di Scienze Sociali, Economiche e Politiche e il Centro di Analisi e Prospettiva di Marine Le Pen. In Spagna, la Fondation di Senso creata dal leader di Vox, Santiago Abascal.
Dietro a tutto questo c’è l’Heritage Foundation: una delle più potenti organizzazioni conservatrici statunitensi. La storia la descrive come una componente fondamentale delle amministrazioni Reagan e Bush nel favorire l’ideologia neoconservatrice e l’esportazione della ‘democrazia’ a suon di bombe in Afghanistan e in Iraq.
Gli statunitensi, in particolare la Heritage Foundation, hanno organizzato tantissimi incontri a Bruxelles come ha detto Raphael Kergueno, ricercatore Ong Transparency International: “Dalla nostra analisi emerge un numero di incontri organizzati a Bruxelles da associazioni del mondo trumpiano mai registrate prima. 48 incontri nell’ultimo anno, ed è destinato a salire”. “Le elezioni di Donald Trump ha aumentato i tentativi di influenzare le politiche europee”. Tutto questo con un preciso piano messo nero su bianco.


meloni trump report 2
   

Giorgia Meloni è stata scelta e fatta crescere

“Sono stato io a spingerla con gli organizzatori del CPAC, perché lei è un talento straordinario. Penso che sia un talento unico. Quando la incontrai per la prima volta era al 3% nei sondaggi. Ma io a tutte le persone che incontravo dicevo, vedrete, sarà alla guida dell’Italia un giorno. Trump l’adora” ha rivelato a ‘ReportSteve Bannon, l’ex capo stratega di Donald Trump. Il CPAC - Conservative Political Action Conference - è uno degli eventi politici più importanti per il movimento conservatore negli Stati Uniti, una tre giorni che negli ultimi anni ha assunto una rilevanza sempre maggiore per tutta la destra internazionale. Steve Bannon, allontanato dalla Casa Bianca durante il primo mandato di Trump, mise piede in Europa per fondare ufficialmente “The Movement”, una sorta di gruppo in cui confluirono i principali partiti dell’ultra destra europea, tra cui Fratelli d’Italia. Quest’uomo fu uno dei primi ad aderirvi e Giorgia Meloni si ritrovò a salire sul palco nel 2019 della più importante manifestazione conservatrice americana e internazionale. All’epoca, aveva il 4% ed era completamente sconosciuta negli Stati Uniti.
Ma pochi mesi dopo la partecipazione di Giorgia Meloni al CPAC del 2019, il progetto di The Movement di Steve Bannon chiuse i battenti a causa delle regole sui finanziamenti ai partiti.
C’è il tentativo di costruire un network conservatore transatlantico in Europa?
Certo, assolutamente. È quello che abbiamo provato a fare sin dal 2018” ha risposto l’ex stratega di Trump aggiungendo di essere “un supporto” all’esportazione del movimento Make America Great Again in Europa.
 

re trump report
  

Il Project 2025

Prima della rielezione del Tycoon americano, come ha raccontato Report, hanno elaborato un gigantesco progetto di 900 pagine: il project 2025.
Dentro ci sono la riforma del congresso, quella dei dazi, la riforma per licenziare i dipendenti della pubblica amministrazione, quelle sui finanziamenti per la cultura, le politiche per la deportazione dei migranti.
Tutte riforme e provvedimenti che hanno qualcosa di familiare: infatti in Italia la riforma della giustizia (separazione delle carriere) e il premierato (concentrazione di poteri nella figura del premier) sono il riflesso diretto del Project 2025.  La riforma del premierato va nella stessa direzione del Project 2025 secondo lei?
Io penso di sì” ha risposto a Giorgio Mottola il professore di diritto costituzionale all’Università di Torino Francesco Pallante. “Nel progetto degli Stati Uniti d’America - ha spiegato - c’è l’idea di concentrare tutti i poteri nelle mani del Presidente, molto più di quanto non sia avvenuto in passato. Da noi c’è l’idea che il potere dell’eletto possa poi essere esercitato senza limiti. Sentiamo dire abbiamo vinto, prendiamo tutto, comandiamo noi. Ma questa non è la liberaldemocrazia, questa è direi una forma di illiberalismo pro tempore, cioè fino alle prossime elezioni”.Il Parlamento - ha continuato - già oggi è di fatto annichilito, non è più in grado né di esercitare funzioni di indirizzo né di esercitare funzioni di controllo sull’attività del Governo. Il Premierato, oltre che continuare su questa strada dell’indebolimento del Parlamento, metterebbe in difficoltà anche altri organi che oggi esercitano un contrappeso rispetto al Governo, per esempio il Presidente della Repubblica, soprattutto in quelle fasi delicatissime istituzionalmente che sono la nascita del Governo e la crisi del Governo. In questi due momenti il Presidente della Repubblica non vorrebbe più avere praticamente alcun ruolo e tutto si giocherebbe sulla base delle decisioni di chi? Del capo del governo”.
Dopo la rielezione di Trump alla Casa Bianca, il presidente del think tank conservatore, Kevin Roberts, ha trascorso molto tempo in Europa. A febbraio, ad esempio, è volato a Madrid per la conferenza del gruppo europeo dei Patrioti, dove ha incontrato i principali leader dell’estrema destra europea. Il capo di Vox, Santiago Abascal, quello dell’estrema destra olandese, Geert Wilders, il premier ungherese, Viktor Orbán, e il capo della Lega, Matteo Salvini. La conferenza dei Patrioti ha annunciato l’inizio dell’era Trump in Europa, facendo proprio il suo slogan: Make Europe Great Again.

Per rivedere la puntata: Report.it

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