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Israele abborda la Global Sumud Flotilla in acque internazionali

AMDuemila

Fermate 27 imbarcazioni, a bordo anche 12 italiani. M5S: "Governo tace"

Nuovo intervento della marina israeliana contro la Global Sumud Flotilla, la missione umanitaria diretta verso Gaza per tentare di rompere il blocco navale imposto alla Striscia. Le operazioni di intercettazione sarebbero avvenute in acque internazionali, nella zona SAR cipriota, a circa 250 miglia nautiche da Gaza. Secondo gli organizzatori, le forze speciali israeliane hanno circondato le imbarcazioni con gommoni veloci, salendo poi a bordo armate e interrompendo successivamente le comunicazioni e le dirette streaming che documentavano la traversata. Gli attivisti, come previsto dalle procedure concordate prima della partenza, non avrebbero opposto resistenza.

La missione, ripartita dalla Turchia dopo una lunga sosta, coinvolgeva 54 barche impegnate nel trasporto di aiuti umanitari destinati alla popolazione palestinese. Tra le prime imbarcazioni abbordate figura la Holy Blue, battente bandiera italiana. La Global Sumud Flotilla parla apertamente di “nuova aggressione illegale” e accusa Israele di violare il diritto marittimo internazionale, la libertà di navigazione e la Convenzione ONU sul diritto del mare.

Con il passare delle ore il numero delle imbarcazioni fermate è aumentato. In un primo aggiornamento gli organizzatori parlavano di 25 barche intercettate, tra cui Jandabar, Furleto, Cactus, Holy Blue, Vincovolo, Bianca ITA, Abodes, Amazon e Iridescence. Successivamente il bilancio è salito a 27 imbarcazioni fermate dall’esercito israeliano al largo di Cipro. A bordo risultano presenti anche 12 cittadini italiani: Maurizio Meneghini sulla Abodes, Ilaria Mancosu sulla Amazon, Ferdinando Bassetti sulla Bianca Ita, Alessio Catanzaro, Marco Montenovi e Vittorio Sergi sulla Cactus, Andrea Sebastiano Tribulato e Luca Poggi sulla Furleto, un attivista identificato come Adriano sulla Holy Blue, Martina sulla Iridescence, Gianfranco Frongia sulla Last Dream e Giorgio sulla Vincovolo.

Gli organizzatori della missione hanno rivolto un appello urgente alla comunità internazionale: “Vi preghiamo di contattare le vostre comunità locali, i governi e i ministeri degli esteri, esercitando pressione affinché intervengano contro il rapimento illegale dei loro cittadini”.

Forti accuse arrivano anche dal movimento March to Gaza Greece, che segue la spedizione umanitaria e denuncia l’assenza di intervento delle autorità cipriote. “Israele sta attaccando le navi della nostra flotta all’interno della zona di ricerca e soccorso cipriota, ma la guardia costiera cipriota se ne disinteressa: nonostante le decine di segnali Mayday, non si è avvicinata alle navi, anche se è tenuta a farlo, e non dà alcuna risposta chiara su cosa stia succedendo in questo momento”. Secondo il movimento, almeno due navi greche della missione, la Bellela e la Arnàs children, sarebbero già state sequestrate. “Lo Stato sionista ripete ciò che ha fatto al largo di Creta, il 30 aprile. Cipro e Grecia sono complici, se non addirittura collaboratori”, denuncia ancora March to Gaza Greece, che chiede al governo greco di intervenire “a salvaguardia dei cittadini illegalmente arrestati”. In Grecia sono state convocate manifestazioni in diverse città, compresa Atene, davanti al ministero degli Esteri.

Nel corso delle operazioni, le Forze israeliane avrebbero anche interferito con le comunicazioni radio delle imbarcazioni. Secondo quanto riportato dal Times of Israel, da uno degli altoparlanti sarebbe stata diffusa ad alto volume la canzone “Oops!… I Did It Again” di Britney Spears. In un video condiviso online, un attivista denuncia: “Interferire con il nostro canale di comunicazione con la musica” e “cercare di impedirci di lanciare chiamate di soccorso”. Nel filmato aggiunge inoltre: “Stanno attaccando una flottiglia umanitaria, questa è una vera violazione del diritto internazionale e anche un crimine di guerra. Siamo civili e stanno bloccando i nostri canali di emergenza. Palestina libera!”.

Anche dal fronte politico italiano arrivano reazioni dure. L’intergruppo parlamentare M5S per la pace tra Israele e Palestina accusa il governo italiano di non aver preso posizione contro l’operazione israeliana: “Il governo italiano, mostrando ancora una volta mancanza totale di dignità e coraggio, non condanna l’ennesimo atto illegale di pirateria condotto da Israele con l’operazione militare di intercettazione e abbordaggio delle imbarcazioni della Global Sumud Flotilla in acque internazionali: non condanna la violazione del diritto internazionale e della libertà di navigazione, non condanna la violazione del territorio nazionale italiano – almeno due delle imbarcazioni abbordate sono battenti bandiera italiana – e non condanna il rapimento di diversi cittadini italiani che non stavano commettendo alcun illecito”. Nella nota gli esponenti del Movimento 5 Stelle aggiungono: “Questa è una vergogna, altro che patriottismo. Il governo italiano, per bocca di Tajani, si è limitato a chiedere garanzie sull’incolumità dei nostri concittadini, tacendo su tutto il resto e quindi implicitamente approvando l’azione criminale di Israele”.

Per la Global Sumud Flotilla, quanto accaduto rappresenta l’ennesima dimostrazione di una strategia che mira a impedire qualsiasi tentativo di raggiungere Gaza via mare. Gli organizzatori sostengono che Israele continui ad agire “indisturbato” anche nel Mediterraneo, vietando con la forza l’accesso alla Striscia e colpendo iniziative civili internazionali senza conseguenze sul piano diplomatico. 

Foto © Imagoeconomica 

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