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Il ''Regno del disordine'' incanta il Tempio di Selinunte

Ai piedi del santuario greco va in scena lo spettacolo della compagnia Extasia e dell’associazione Our Voice per la rassegna “Selinunte Estate 2026”

Karim El Sadi

Un popolo di operai incatenati dalla censura e costretti alla fatica. Un cappellaio che governa con l'inganno e la paura. Un'anziana madre disperata, alla ricerca della verità sul figlio scomparso. Sono questi gli ingredienti de "Il regno del disordine", lo spettacolo della compagnia artistica Extasia (con sede a Montevideo, Uruguay), realizzato in collaborazione con l'associazione di promozione sociale Our Voice.


La compagnia è tornata in scena venerdì sera davanti al suggestivo Tempio di Selinunte, costruito dai Greci oltre 2.500 anni fa, nell'ambito della rassegna "Selinunte Estate 2026". Ai piedi del santuario ellenico, i registi Sonia Bongiovanni e Diego Grachot hanno dato vita a un'opera intensa e coinvolgente, capace di fondere teatro, musica e riflessione sociale in uno scenario di epica bellezza.
Lo spettacolo trascina il pubblico in un regno oscuro e grottesco, dove è proibito pensare. Tra queste mura il dissenso è sovversione, il cameratismo è congiura. Ogni suddito è obbligato a obbedire senza fare domande, costretto a lavorare per i padroni. Pensieri, ricordi e confessioni degli operai vengono custoditi nella torre del Custode, che li divora simbolicamente per alimentare il controllo sul popolo.

Discriminati da giullari di corte (Caterina e Serafina) imbalsamate nel loro classismo, e sorvegliati da una guardia bigotta (Dido), al soldo del cappellaio (Salvo), i sudditi sono imbavagliato nel terrore. Rassegnati alla catastrofe.
Solo Trina trova il coraggio di ribellarsi e trascinando Leo avvia, insieme agli altri operai, un percorso alla ricerca della verità che li porterà a fare luce sulla morte di Italo, giovane operaio e figlio dell'anziana Rosa, di cui la ragazza era innamorata.
La vicenda si sviluppa con ritmo crescente, alternando momenti di tensione, emozione e riflessione. Il mistero che avvolge la scomparsa di Italo accompagna gli spettatori fino al sorprendente epilogo, senza mai perdere intensità.

A rendere ancora più suggestiva la rappresentazione contribuiscono la scenografia, valorizzata dall'imponente presenza del Tempio di Selinunte, che diventa parte integrante dello spettacolo. I giochi di luce e le coreografie di ballo trasformano il sito archeologico in uno spazio teatrale carico di fascino, mentre il violino dal vivo di Andrés González accompagna le scene con delicatezza e intensità, sottolineando i momenti più drammatici e quelli di maggiore speranza.
Molto convincente anche il lavoro corale degli attori, capaci di dare vita a personaggi simbolici ma al tempo stesso profondamente umani. La regia sfrutta con intelligenza gli spazi aperti del parco archeologico, coinvolgendo il pubblico in un'esperienza immersiva che va oltre la semplice rappresentazione teatrale.

"Il regno del disordine" è un'opera itinerante che affronta temi universali come il potere, la censura, la manipolazione e la ricerca della verità. Un racconto distopico che invita a riflettere sul valore della libertà di pensiero e sul coraggio di chi sceglie di opporsi all'ingiustizia. Nella cornice senza tempo del Tempio di Selinunte, lo spettacolo acquista un significato ancora più profondo, lasciando negli spettatori emozioni e interrogativi destinati a durare ben oltre il calare del sipario. A fine spettacolo Sonia Bongiovanni, direttrice di Extasia e Our Voice, saluta e ringrazia il numeroso pubblico presente citando Vittorio Arrigoni: “Continueremo a fare delle nostre vite poesie, fino a quando libertà non verrà declamata sopra le catene spezzate di tutti i popoli oppressi”.

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Foto © Paolo Bassani