Gratteri: “Archiviazione Dell’Utri? Basta polemiche, c’è l’obbligatorietà dell’azione penale”
Il procuratore di Napoli difende il codice e denuncia le mancate riforme sulla giustizia del governo

“Se domani mattina arrivano elementi nuovi su Dell’Utri, il pm può chiedere al gip la riapertura dello stesso fascicolo sul quale due, tre, quattro mesi fa lo stesso pm ha chiesto l’archiviazione. Questo è il codice di procedura penale, è inutile che andate a protestare. Se non vi piace, modificatelo”. È questa la posizione espressa da Nicola Gratteri durante la trasmissione Otto e mezzo su La7, con cui il magistrato ha risposto alle recenti dichiarazioni di Marina Berlusconi in seguito all’archiviazione disposta dal Tribunale di Firenze sulle indagini riguardanti Marcello Dell’Utri come possibile mandante esterno delle stragi del ‘93.
La presidente di Fininvest aveva definito la giustizia “un’emergenza del Paese”, evidenziando come, a suo dire, diversi procedimenti giudiziari riguardanti personaggi vicini a Silvio Berlusconi si siano conclusi senza una sentenza definitiva.
Gratteri ha così ricordato che l’ordinamento italiano si fonda sul principio dell’obbligatorietà dell’azione penale e che la giustizia è in emergenza “perché il governo e il Parlamento non hanno fatto le riforme che servivano a velocizzare i processi, si potevano fare senza abbassare il livello di garanzia dell’indagato e dell’imputato”.
L’attenzione si è spostata sulla controversa grazia concessa dal Presidente della Repubblica a Nicole Minetti e sulla decisione della Procura generale di Milano di non acquisire la testimonianza della massaggiatrice uruguaiana Graciela Torres. Sollecitato dalla conduttrice Lilli Gruber ad esprimere una valutazione sulla vicenda, Gratteri ha risposto: “Se mi pronuncio, domani mattina mi aprono un procedimento disciplinare. Voglio ancora fare il procuratore di Napoli perché mi piace, non posso dire nulla anche perché ho letto proprio oggi che stanno facendo altre indagini e approfondimenti”. Con una battuta il procuratore di Napoli ha aggiunto che probabilmente soltanto dopo il pensionamento si sentirà libero di esprimere pubblicamente valutazioni personali su vicende di questo tipo.
L’intervento conclusivo di Gratteri si è concentrato sulla riforma della Corte dei Conti approvata dalla maggioranza governativa, la cosiddetta “legge Foti”, norma che riduce sensibilmente la responsabilità patrimoniale degli amministratori pubblici in caso di danno erariale. “In base alle nuove disposizioni, un amministratore responsabile di un danno alle casse pubbliche pari a 100 mila euro potrebbe essere chiamato a risponderne soltanto per 30 mila. Mi spiegate qual è la ratio di questa norma?”, una misura che il magistrato definisce di “gravità assoluta” e rispetto alla quale lamenta un insufficiente livello di attenzione da parte delle forze di opposizione.
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