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VIDEO - Duemila Secondi: ONU ostaggio dei potenti e il ricorso di Ranucci contro la Rai

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Nuova puntata di “Duemila Secondi”, il podcast di ANTIMAFIADuemila. Un appuntamento che questa settimana si trasforma in una lucida radiografia del nostro tempo, divisa tra l’impotenza del diritto internazionale e le battaglie per la libertà d’informazione in Italia. Apre la puntata Francesco Ciotti, che parte dall’ultima assemblea delle Nazioni Unite per descrivere quello che definisce “un film horror di cui non abbiamo dovuto pagare il biglietto, con criminali e assassini a piede libero che ci danno lezioni di diritto internazionale”. Nel mirino di Ciotti finiscono gli interventi di Donald Trump, che all’ONU ha ribadito la minaccia di “annientare” l’Iran se non si arriverà a un accordo, e di Benjamin Netanyahu, autore di quella che il redattore chiama una “lectio magistralis sul genocidio”, sostenendo che Israele non lo ha commesso ma anzi lo ha “prevenuto”. Di fronte a questo spettacolo, Ciotti si chiede cosa rappresenti oggi l’Onu, arrivando a una conclusione netta: “Secondo me non c’è più, così come il diritto internazionale”. Per il conduttore servirebbe “ricostituire da zero le Nazioni Unite, con riforme radicali”, perché altrimenti “il diritto internazionale rimane sulla carta”, esattamente come accade quando “cinque nazioni hanno il diritto di veto e queste stesse violano il diritto internazionale”: “Il diritto internazionale esiste ma non viene applicato. Un po’ come la Costituzione italiana”. Sul versante interno, Jamil El Sadi affronta invece il caso Sigfrido Ranucci, il giornalista estromesso dalla conduzione di Report, descrivendolo come una “vittima di un fuoco incrociato in questo momento, ma molto battagliero”. Secondo Ranucci, questo attacco sarebbe legato al fatto di aver “messo il naso sull’attuale sistema di potere” e sulla “sorveglianza globale, capitanata da Palantir”. La vicenda ha avuto un nuovo capitolo ieri, quando il giudice del lavoro di Roma si è riservato sulla decisione sul ricorso presentato dal giornalista contro la Rai per la sua reintegrazione, rimandando tutto al 30 settembre, data entro cui le parti dovranno depositare le note prima della sentenza.

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