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Duemila Secondi: l’archiviazione di Dell’Utri e lo scontro Trump-Netanyahu sul Libano

Nuova puntata di Duemila Secondi, il podcast di ANTIMAFIADuemila condotto dal caporedattore Aaron Pettinari e dal redattore Francesco Ciotti...

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Nuova puntata di Duemila Secondi, il podcast di ANTIMAFIADuemila condotto dal caporedattore Aaron Pettinari e dal redattore Francesco Ciotti. Al centro della puntata l'archiviazione di Marcello Dell'Utri nell'inchiesta sulle stragi del 1993, decisa dal gip di Firenze, e le reazioni politiche che hanno trasformato quel provvedimento in una presunta assoluzione dell'intera vicenda che lega Silvio Berlusconi, Dell'Utri e Cosa nostra. "Il governo e la famiglia Berlusconi hanno accusato i magistrati che in questi anni hanno indagato e processato Dell'Utri parlando di infondatezza dei rapporti tra l'ex senatore, l'ex premier e Cosa nostra. In tanti hanno parlato senza nemmeno aver letto le carte", afferma Pettinari. Una lettura che contesta con forza: "È stato detto dal centrodestra che non ci sono rapporti tra Berlusconi, Dell'Utri e la mafia. Ma di cosa stiamo parlando? Esiste una condanna definitiva a sette anni per concorso esterno in associazione mafiosa". Pettinari richiama inoltre un passaggio del provvedimento: "Gli esiti investigativi prospettano che vi siano soggetti in possesso di notizie estremamente riservate su Berlusconi, mai veicolate alla magistratura". E aggiunge: "Significa che nelle carte, tra le righe, qualcosa c'è. Speriamo che questa sia solo un'archiviazione tecnica e che quegli omissis vengano riempiti". Nella seconda parte della puntata, Francesco Ciotti analizza la situazione in Libano e gli equilibri geopolitici del Medio Oriente. "Israele sta continuando a bombardare il Libano. Sta sabotando l'accordo che serviva a Trump per chiudere la partita e riaprire lo Stretto di Hormuz". Un approfondimento che si concentra sul ruolo di Israele, degli Stati Uniti e dell'Iran. In questo contesto viene ricordato anche il duro confronto tra Donald Trump e Benjamin Netanyahu, con il presidente statunitense che avrebbe telefonato furioso al premier israeliano contestando i bombardamenti in Libano, ritenuti un ostacolo agli sforzi diplomatici americani e ai negoziati con Teheran. Sul mancato rispetto della tregua, Ciotti conclude: "Il cessate il fuoco non ha retto perché Hezbollah non è stato coinvolto e perché l'intesa non prevedeva il ritiro dell'Idf ma solo quello dei miliziani di Hezbollah". 

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