VIDEO - Bolzoni: ''Sulle stragi si vuole riscrivere la storia. La pista Mafia Appalti non basta''
A 34 anni di distanza dalle stragi di Capaci e via D’Amelio, il dibattito sulla ricerca della verità è da tempo tornato al centro dello scontro pubblico e giudiziario. In questa intervista il giornalista de Il Domani, Attilio Bolzoni, lancia un duro atto d’accusa contro quella che definisce una ricostruzione “riduttiva” della stagione stragista.
Bolzoni racconta la nascita della lettera firmata da decine di giornalisti siciliani e inviata al Presidente della Repubblica e alla Commissione parlamentare antimafia. Un appello nato dalla preoccupazione che l’attenzione investigativa venga concentrata quasi esclusivamente sulla cosiddetta pista “Mafia Appalti”, senza allargare lo sguardo ai possibili scenari esterni che avrebbero accompagnato le stragi del 1992-1993.
Secondo il giornalista, la chiave interpretativa di Mafia Appalti non riuscirebbe a spiegare molti degli episodi centrali del biennio stragista: dalle bombe di Firenze e Milano fino al progetto di attentato allo stadio Olimpico di Roma. “Se quella pista spiega tutto — sostiene Bolzoni — allora bisogna dimostrare cosa c’entrano i fratelli Giuseppe Graviano e Filippo Graviano con quelle stragi e con gli attentati sul continente”.
Nel corso dell’intervista, Bolzoni denuncia inoltre il rischio di una progressiva “riscrittura” della storia delle stragi e parla apertamente di un clima di forte tensione attorno a chi continua a porre domande scomode. Dopo la pubblicazione della lettera, racconta, non sono mancate polemiche e attacchi personali contro i firmatari.
Il giornalista ripercorre anche alcune delle pagine più controverse della storia giudiziaria italiana: il depistaggio costruito attorno a Vincenzo Scarantino, la mancata perquisizione del covo di Salvatore Riina, i casi Peppino Impastato, Mario Francese e Mauro De Mauro, fino alle recenti polemiche sulla pista legata alle dichiarazioni del collaboratore Maurizio Avola.
Per Bolzoni, il filo rosso che lega molte vicende italiane è sempre lo stesso: “Quando si indaga solo sulla mafia non si arriva mai fino in fondo”. Una riflessione che richiama il tema dei depistaggi, delle verità incomplete e dei possibili livelli esterni che ancora oggi continuano a gravare sulla comprensione delle stragi mafiose.
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