Battaglia legale di Ranucci alla Rai: ''illegittima'' la mia rimozione da Report
Paolo Mondani a Repubblica: “È stato un secondo editto bulgaro”
Sigfrido Ranucci, attraverso i suoi legali Roberto De Vita e Stefano Rossi, ha contestato formalmente la decisione della Rai di avvicendarlo dalla conduzione e dalla responsabilità autorale di Report. Nella comunicazione indirizzata a Paolo Corsini, direttore dell’Approfondimento, e a Felice Ventura, i difensori contestano integralmente la legittimità del provvedimento, "con espressa riserva di ogni azione, anche cautelare e d’urgenza, diretta a ottenerne la cessazione degli effetti e il ripristino della situazione antecedente, nonché il risarcimento di tutti i danni conseguenti". La richiesta di chiarimenti e documentazione, precisano, "non comporta pertanto, né potrà essere interpretata quale, acquiescenza, accettazione o rinuncia ad alcun diritto, azione o eccezione". I legali chiedono di conoscere, entro sette giorni, fatti, circostanze e relativa documentazione da cui possa emergere quanto contestato al giornalista in riferimento a una "obiettiva situazione di incompatibilità" determinatasi per effetto delle "continue pressioni" a cui sarebbe sottoposta la redazione e della diminuita credibilità ed autorevolezza conseguenti a "percezioni di opacità, commistione e interferenze". Nella decisione della Rai, sottolineano, non risulta indicato "alcun fatto specifico, concretamente accertato e al medesimo imputabile, idoneo a fondare tali valutazioni". "Tale carenza – osservano gli avvocati – appare tanto più rilevante ove si consideri che, da un lato, la comunicazione afferma che i richiamati presupposti sarebbero già oggi “oggettivamente” venuti meno e, dall’altro, precisa che la determinazione assunta sarebbe “del tutto autonoma e indipendente rispetto agli approfondimenti tuttora in corso”. Non è pertanto dato comprendere quali fatti già accertati abbiano consentito all’Azienda di formulare un giudizio così definitivo sulla posizione professionale del Dr. Ranucci prima ancora della conclusione degli stessi approfondimenti. Parimenti, la comunicazione afferma che la redazione di Report sarebbe “gravemente compromessa dalle continue pressioni a cui è sottoposta”, ma non indica da chi tali pressioni provengano né chiarisce il nesso per il quale la risposta aziendale alle stesse debba consistere nell’immediato avvicendamento del Dr. Ranucci dalla conduzione e dalla responsabilità autorale del programma". I legali denunciano inoltre "la gravità del fatto per cui la vittima di un grave attentato viene ritenuto dal proprio datore di lavoro come responsabile di una presunta situazione di incompatibilità". Nella Pec inviata all’azienda, i difensori chiedono anche di conoscere i fatti e le circostanze che avrebbero integrato le "continue pressioni", i nominativi delle persone che le avrebbero esercitate, le "percezioni di opacità", le "commistioni" e le "interferenze che avrebbero incrinato la serenità produttiva e il necessario carattere di indipendenza e imparzialità del programma Report", nonché l’atto o gli atti mediante i quali è stata assunta la decisione, con indicazione dell’organo o del soggetto che l’ha adottata, dell’istruttoria eventualmente svolta e dell’atto con cui Corsini è stato autorizzato a formulare le tre ipotesi di incarico proposte a Ranucci: vicedirezioni ad personam al Tg3 o a Rainews 24 oppure l’ufficio di corrispondenza del Cairo. Non risultano né una deliberazione del Comitato etico (che il 13 agosto ha trasmesso ai dirigenti un parere rimasto riservato) né un procedimento disciplinare. La Rai ha affidato la conduzione a Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi, 36 e 45 anni, assunti con l’ultimo concorso.
Paolo Mondani
Gli inviati storici del programma ritengono la scelta inaccettabile per metodo e merito. Paolo Mondani, in redazione da vent’anni, spiega a Repubblica: "Certo che me ne vado da Report se restano queste le condizioni. È un secondo editto bulgaro, compiuto non a caso da un governo di destra". Sulla proposta per il dopo Ranucci si tratta di "una conduzione calata dall’alto senza alcuna interlocuzione con noi". Nel merito: "Alla Rai volevamo offrire una conduzione e un lavoro autoriale di maggiore esperienza che avrebbe garantito e rilanciato la nostra storia, la nostra autonomia, l’indipendenza e il rigore. Volevamo valorizzare le competenze maturate anche con Milena Gabanelli, occuparci di più di banche, grandi aziende: i gangli caratteristici del potere italiano. Invece è arrivato il diktat dal governo per normalizzare e indebolire Report". Su Presutti: "Non mi esprimo sulla storia o i valori di una singola collega: avrà una splendida carriera. Ma tra noi c’è chi ha un’esperienza più vasta. [...] Come si può affidare la conduzione e la linea editoriale a chi ha spalle più fragili? Non c’entra l’età. Quel che conta, diceva Indiana Jones, non sono gli anni, sono i chilometri". Bernardo Iovene e Giulio Valesini, indicati come capi autore, hanno rinunciato dopo aver chiesto quale sarebbe stato il resto della squadra e aver ricevuto risposta dalle agenzie. Mondani aggiunge, sempre a Repubblica, che il progetto interno prevedeva un ruolo di peso per Giulia Innocenzi e che a Ranucci, il 25 luglio, era stato proposto l’affiancamento di co-autori e una possibile conduzione a rotazione. Ma nulla, i vertici della Rai hanno tirato dritto.
Sull’ombra di Valter Lavitola: "Si può criticare, anche in maniera severa, il rapporto amicale che aveva Sigfrido, io stesso l’ho ritenuto inopportuno. Ma Lavitola non ha mai condizionato nessuna nostra inchiesta; sfido chiunque a dire il contrario. [...] Questa vicenda è stata usata in modo strumentale per una campagna di fango senza eguali. Ha ragione chi parla di character assassination".
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