VIDEO - Anna Vinci a Vannacci: ''Generale, non vorrebbe imparare a cucinare la trippa?''
Un appassionato discorso in difesa della democrazia e contro ogni forma di autoritarismo; sarcastico e scritto con un'ironia tutta romana.
Anna Vinci, scrittrice e biografa di Tina Anselmi, parla della "giostra" della politica sulla quale è salito l'ex generale Roberto Vannacci. È lui, in buona sostanza, l'oggetto della critica; e con lui la sua visione di "italianità", le ambizioni, la sua visione della donna. Una prima pizzicata: "Quando io parlo della donna e penso a lei mi viene in mente la trippa. Lei ha detto una cosa, forse la considerava spiritosa, lei disse: Non è che uno lascia la moglie perché ha cucinato male la trippa una volta, forse due, forse tre. In ogni modo, a Roma, se una moglie avesse un marito come lei, lei potrebbe dire che la lascerebbe se ha cucinato male un carciofo alla romana".
Tornando ad argomenti più letterali, Vinci cita i "Diari di Ciano": quando "scriveva che gli italiani accettano tutto ma non di essere presi in giro". La scrittrice dissente, e come darle torto. "Secondo me, in questo periodo noi siamo presi in giro e lei (Vannacci, ndr) è proprio la deriva di questa presa in giro del governo nei confronti degli italiani". È difficile, se non quasi impossibile, nascondere il "marchio" nero di questo governo. Prendiamo, ad esempio, il presidente del Senato "Ignazio La Russa, quando disse una cosa terribile riferendosi alla flottiglia: diceva, 'sono contenti di essere stati intercettati, ma magari fossero torturati. Perché? Farebbero più notizia'. Ma io mi sono vergognata per lui, per l'Italia".
Il contesto Anna Vinci lo ha elencato: attualmente c'è "cattiveria rivestita dall'amor di patria", "l'italianità", appunto, per Vannacci. "Lei veramente usa le parole in una maniera orribile, mi permetta, quando io sento dire rastrellamento. Ebbene, le parole sono qualcosa che va rispettate, perché sennò servono per manipolare".
E di manipolazioni la nostra Italia ne ha subite e ne sta subendo.
La scrittrice richiama "la corrotta italianità del linguaggio piduistico", il "lessico peculiare del Piano di Rinascita Democratica" fatto di scelte semantiche "tutt'altro che occasionali". "La Costituzione" - dice il Piano di Rinascita Democratica - "non va aggredita immediatamente, anzi bisogna lamentarne la disottemperanza. Anche se poi a medio e lungo termine la P2 prevede alcuni ritocchi, soprattutto alla magistratura e al premierato".
"C'è qualcosa di così moderno", conclude Vinci.
"Generale, ma lei non vorrebbe imparare a cucinare la trippa?"
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