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Alghero, tremila persone per Ranucci: vogliono silenziare la verità e distruggere Report

AMDuemila
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"Sanno quale è la verità, sanno che un mondo mostruoso sta cercando di silenziare le verità e di distruggere una delle più importanti trasmissioni del giornalismo d’inchiesta". Una folla di tremila persone ha riempito l’anfiteatro comunale di Alghero per accogliere Sigfrido Ranucci durante la presentazione del suo monologo "Diario di un trapezista", ultimo atto dell’edizione 2026 del festival Florinas. Il giornalista, recentemente allontanato dalla guida di Report, ha registrato con il telefono il passaggio del pubblico verso le tribune, tra saluti, selfie e messaggi di sostegno. "L’Italia onesta è tutta con te", "Tutta la Sardegna è con te", "Non mollare": queste le frasi più frequenti rivolte a Ranucci, che ha risposto scherzando "Ma da dove siete usciti?" e poi “pensate quando dicono che tutti questi articoli sono serviti a delegittimarmi". A un gruppo che gli chiedeva "Come stai Ranucci?" ha replicato: "Con voi bene. Quando vedo tutta questa gente mi vengono i brividi". La risposta del pubblico: "I brividi li facciamo venire noi agli altri". Dopo l’esibizione del coro di Florinas è iniziato lo spettacolo, un’autobiografia sui retroscena di venticinque anni di giornalismo d’inchiesta, le pressioni subite e le scelte difficili prese in pochi secondi.


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Ranucci ha poi condiviso sui social le immagini della serata: "Un’emozione incredibile! 3000 persone a Florinas, Alghero, per testimoniare il loro affetto dopo il mio allontanamento da Report. Grazie Sardegna, la speranza di consegnare alle future generazioni un mondo migliore parte anche da qui". Il giornalista non intende accettare in silenzio la decisione della Rai. "Il motivo è che avrei messo a repentaglio la credibilità di Report in seguito ai 2800 articoli in due mesi fatti dai giornali del gruppo Angelucci e comunque di governo, anche da parte del fuoco amico della Rai. Cioè da coloro che sono stati ringraziati da Mollicone per aver sollevato “cunei d’ombra” sul sottoscritto. Il gioco è fatto. Al mio posto sono state scelte due persone che mortificano le professionalità che per 30 anni hanno fatto la storia di Report e del servizio pubblico. Il mio non è un addio, non condurrò Report ma condurrò la battaglia più importante della mia vita per la libertà di stampa, lo farò per i miei figli e per i vostri, mi rifiuto di lasciare alle future generazioni questo mondo mostruoso, governato da persone mostruose e vigliacche che non tollerano il giornalismo libero e i magistrati indipendenti. Vi voglio bene, grazie per la vostra passione e dedizione che mi ha accompagnato per 30 anni".


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Attraverso i legali ha contestato formalmente la scelta dei vertici Rai, chiedendo il reintegro "nonché il risarcimento di tutti i danni conseguenti". Lo spettacolo continuerà a essere portato in giro in tutta Italia, sullo sfondo dell’inchiesta sull’attentato dell’ottobre scorso che ha portato all’arresto di Valter Lavitola, ritenuto il mandante, e degli esecutori.

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