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| Sacra Corona Unita

Lecce: narcotraffico gestito dalla Sacra Corona Unita. Tra gli indagati un commercialista

AMDuemila

L'operazione contro il traffico di droga e riciclaggio, coordinata dalla Dda di Lecce, con 35 arresti, vede tra i principali indagati esponenti di spicco della criminalità organizzata - Sacra Corona Unita (clan Pepe-Briganti, Gruppo Penza), storicamente radicata nel capoluogo salentino, ma con ramificazioni in diversi centri della provincia.


Tra gli indagati anche un commercialista

Sono 97 complessivamente gli indagati nel blitz eseguito da polizia e Guardia di finanza. Tra gli arrestati un commercialista. Il professionista arrestato "provvedeva ad amministrare gli interessi economico-finanziari in prima persona, o attraverso teste di legno, offrendo la propria opera per trasferire all'estero ingenti somme di denaro con bonifici in partenza dalle solite società cooperative compiacenti, eludendo le normali procedure di controllo in materia antiriciclaggio", fanno sapere gli investigatori. Le indagini hanno consentito di acquisire riscontri circa l'attività delle due frange, radicate nei comuni di Lecce e nel basso Salento, guidate rispettivamente da Antonio Marco Penza e Santo Gagliardi.


Acquisite una serie di chat criptate

Le attività investigative hanno avuto origine da un'intensa attività di cooperazione internazionale grazie alla quale sono stati acquisiti - per mezzo di Ordini Europei d'Indagine - una serie di chat scambiate dagli indagati attraverso l'utilizzo di piattaforme criptate di comunicazione quali Encrochat e Sky ECC, che consentivano lo scambio di messaggi o conversazioni utilizzando criptofonini in grado di cifrare i dati trasmessi ed impedire qualsiasi intercettazione o captazione. Gli investigatori hanno disvelato la presenza di una strutturazione capillare, con una precisa ripartizione di compiti tra i complici, una disponibilità di enormi quantità di denaro contante, telefonini criptati, veicoli dotati di appositi nascondigli oltre che depositi sicuri in cui occultare il materiale illecito. La caratura degli indagati si è espressa attraverso la capacità di curare rapporti con trafficanti di droga calabresi e altri gruppi criminali operativi sul territorio nazionale ed all'estero (tra cui albanesi e spagnoli). Di particolare rilevo la rete di contatti sviluppata da Gagliardi, capace di tessere tali rapporti anche in costanza di un periodo di latitanza, così come Penza, in grado di dare direttive contando su una fitta rete di supporto grazie all'intermediazione di altri detenuti o persone - dentro e fuori dal carcere - nonostante la detenzione.

Fonte: Agi

Foto © Imagoeconomica