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’Ndrangheta, tumulato all’alba a Platì il boss Domenico Papalia: presenti circa 120 persone

Vietati dalla Questura funerale pubblico e corteo per “Don Micu”. Il cimitero presidiato da una quarantina di uomini delle forze dell’ordine

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Nessuna cerimonia funebre pubblica e nessun corteo per Domenico Papalia, storico boss della ’Ndrangheta conosciuto come “Don Micu”, morto il 26 agosto all’età di 91 anni. La salma è stata tumulata alle 6 del mattino nel cimitero di Platì, alla presenza dei familiari e sotto uno stretto dispositivo di sicurezza.
La Questura di Reggio Calabria aveva infatti vietato lo svolgimento delle esequie in forma pubblica, disponendo che l’ultimo saluto avvenisse in forma privata. Fin dalle prime ore del mattino l’area del cimitero è stata quindi presidiata da una quarantina di uomini tra Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza, impegnati anche nel controllo degli accessi.
Nonostante l’orario e le restrizioni, circa 120 persone tra familiari, parenti e conoscenti hanno raggiunto il cimitero. Alcuni erano arrivati anche dal Nord Italia e dall’estero. A documentare quanto accaduto è stato il giornalista e massmediologo Klaus Davi, presente sul posto e testimone dell’arrivo delle prime persone già intorno alle 5 del mattino.
"Verso le 6 ho contato 120 persone. La funzione si è svolta senza alcun momento di tensione. Dopo l'autorizzazione all'ingresso, nella cappella del cimitero si è tenuta una breve funzione con canti e preghiere durata circa 25 minuti. Poi la salma è stata tumulata nella cappella di famiglia. Alla fine, un applauso dei presenti per il defunto", ha raccontato Davi.
Il feretro di Papalia era arrivato in Calabria soltanto il giorno precedente, sabato, dopo gli accertamenti disposti dalla Procura di Milano. L’autopsia, ordinata dal pm Alessandra Cerreti, era stata eseguita mercoledì.
Una volta ottenuto il nulla osta dell’autorità giudiziaria, la salma è stata trasferita da Milano fino a Platì. Il viaggio si è svolto sotto scorta, con due gazzelle e senza effettuare soste, circostanza confermata a Klaus Davi dagli stessi funzionari del commissariato di Bovalino.
Un dispositivo predisposto per assicurare che il trasferimento e la successiva tumulazione del vecchio boss dell’Aspromonte si svolgessero senza cerimonie pubbliche e nel rispetto delle misure adottate per tutelare l’ordine pubblico.
Tumulato all’alba nel cimitero di Platì Domenico Papalia, boss della ’Ndrangheta noto come “Don Micu”. Circa 120 persone presenti e area presidiata dalle forze dell’ordine.