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‘Ndrangheta, la Cassazione ordina sorveglianza speciale per il boss Pantaleone Mancuso

Rigettato il ricorso de “l’Ingegnere” di Nicotera, più volte evaso agli obblighi di sorveglianza

AMDuemila

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dal boss Pantaleone Mancuso, 65 anni, esponente di spicco dell’omonimo clan di Limbadi e Nicotera, avverso l’irrogazione della sorveglianza speciale per la durata di tre anni. La misura di prevenzione era stata decisa dal Tribunale di Vibo Valentia e lo scorso 19 novembre confermata dalla Corte d’Appello di Catanzaro. Per la Cassazione, i giudici di secondo grado hanno “ampiamente motivato sul giudizio di pericolosità di Pantaleone Mancuso e con riferimento all'attualità dello status di pericolosità il ricorrente non si è confrontato con le argomentazioni esposte dalla Corte d’Appello”. Da qui l’inammissibilità del ricorso e la condanna del ricorrente Pantaleone Mancuso al pagamento delle spese processuali e della somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.
Pantaleone Mancuso, detto “l’Ingegnere”, è stato arrestato dai carabinieri in esecuzione di un provvedimento emesso dall’Ufficio esecuzioni penali della Procura di Vibo Valentia per scontare una condanna ad un anno, 4 mesi e 8 giorni di reclusione per via di reiterate violazioni degli obblighi inerenti proprio la misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno.

Foto © Imagoeconomica