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| 'Ndrangheta

La 'Ndrangheta negli appalti autostradali: condanne fino a 15 anni e 10 mesi

Dagli appalti sulla A32 ai rapporti con gli imprenditori. Assolto Roberto Fantini, ex amministratore delegato di Sitalfa

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L’inchiesta Echidna, condotta dal Ros dei carabinieri e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Torino, ha ricostruito l’attività della locale di ‘Ndrangheta di Brandizzo, nel Torinese. Secondo gli investigatori, il gruppo costituiva una vera e propria articolazione della ‘Ndrangheta, collegata alle famiglie Nirta e Pelle di San Luca.

Al centro dell’indagine c’è soprattutto il periodo compreso tra il 2014 e il 2021. È proprio in quegli anni che il gruppo della famiglia Pasqua, il nucleo che secondo la Dda di Torino avrebbe costituito e diretto l’articolazione di ‘Ndrangheta di Brandizzo, collegata alla locale calabrese di San Luca, sarebbe riuscito a penetrare nel settore degli appalti e dei lavori stradali.

Uno degli aspetti centrali dell’inchiesta riguarda infatti i lavori di manutenzione dell’autostrada A32 Torino-Bardonecchia, l’infrastruttura che collega Torino alla Val di Susa e conduce verso il traforo del Frejus. È qui che alcune imprese riconducibili alla famiglia Pasqua sarebbero riuscite a ottenere lavori e commesse, in particolare nel settore del trasporto e del movimento terra, anche attraverso rapporti con società impegnate nella manutenzione autostradale. Mentre un altro elemento rilevante riguarda le interdittive antimafia che, nel corso del tempo, hanno colpito diverse imprese riconducibili al gruppo.

La condanna più pesante - ha fatto sapere Repubblica - è stata inflitta a Giuseppe Pasqua: 15 anni e 10 mesi. Per la Procura antimafia rappresentava il vertice della locale, l’uomo al quale, secondo il pm Valerio Longi, “tutto rimandava”. Accanto a lui avrebbe avuto un ruolo di primo piano il figlio Domenico Claudio Pasqua, condannato a 14 anni e 6 mesi e considerato dagli inquirenti sostanzialmente sullo stesso livello del padre nella gestione del gruppo e dei suoi interessi economici.

Secondo gli investigatori, i Pasqua avrebbero inoltre protetto alcuni imprenditori dalle estorsioni provenienti da altri ambienti della ‘Ndrangheta, ottenendo in cambio vantaggi economici e commesse lavorative.

Negli atti compare anche la Autotrasporti Claudio, impresa riconducibile ai Pasqua e impiegata, secondo la ricostruzione investigativa, anche nell’ambito di lavori affidati da Sitalfa, Cogefa e società collegate.

All’interno di questo quadro si inseriva anche la posizione di Roberto Fantini, amministratore delegato di Sitalfa dal 2006 al 2021, società impegnata nella manutenzione dell’A32 Torino-Bardonecchia e del traforo del Frejus. Accusato di concorso esterno in associazione mafiosa e peculato, secondo la Procura avrebbe favorito imprese riconducibili ai Pasqua nell’assegnazione di lavori nonostante le interdittive antimafia, ottenendo anche vantaggi personali. Una ricostruzione che il Tribunale di Ivrea non ha ritenuto sufficientemente provata. A fronte di una richiesta della Procura di 7 anni e 4 mesi, Fantini è stato assolto da tutte le accuse.

Oltre ai due principali esponenti della famiglia Pasqua, il Tribunale ha condannato Michael Pasqua, nipote di Giuseppe, a 6 anni e 8 mesi. La stessa pena è stata inflitta all’imprenditore Gian Carlo Bellavia. Secondo le indagini, Bellavia avrebbe avuto rapporti con la locale di ‘Ndrangheta di Volpiano e ne avrebbe ricavato vantaggi economici. Il suo nome compare anche in relazione ad alcuni lavori sulla A32.

Invece, condanne più contenute sono state inflitte a Filippo Rotolo, Danilo Scardina e Antonio Mascolo. Fra i condannati figurano anche Salvatore Gallo, ex manager di Sitaf e storico esponente politico del Pd, condannato a 4 anni e 4 mesi per peculato, corruzione elettorale e indebito utilizzo di strumenti di pagamento, e Salvatore Sergi, già dirigente di Sitaf, condannato a 3 anni.