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Amazon in Calabria: la ‘Ndrangheta fa saltare il progetto di Gioia Tauro

La cosca Piromalli avrebbe tentato di infiltrarsi nel progetto attraverso richieste di denaro e controllo delle assunzioni

AMDuemila

Non è andato a buon fine il progetto di un hub logistico di Amazon nella zona industriale di Gioia Tauro. L’area calabrese, nota soprattutto per il suo porto marittimo, avrebbe potuto offrire nuove opportunità lavorative in uno dei territori con il più alto tasso di disoccupazione del Paese. A ostacolare il progetto sarebbe stata la 'Ndrangheta e, in particolare, la cosca Cosca Piromalli. 

L’investimento sarebbe potuto essere uno di quelli destinati a lasciare il segno: il contratto di locazione dell’area interessata all’hub logistico aveva un valore superiore al milione di euro e il progetto avrebbe potuto garantire centinaia di assunzioni. Per molti giovani del territorio avrebbe significato anche la possibilità di non essere costretti a lasciare la Calabria in cerca di lavoro. 

Il boss Giuseppe Piromalli, intercettato mentre parlava con la figlia nell’agosto del 2022, sembrava guardare con favore all’arrivo di Amazon: “Là sotto vogliono fare Amazon… ed è lavoro per tutti questi poveri cristiani”. Una frase che, però, secondo gli investigatori non va interpretata come il gesto di un “padrino benefattore”, ma come l’espressione di una logica mafiosa nella quale anche il lavoro deve necessariamente passare attraverso il controllo della cosca. 

Ed è proprio questo il punto centrale dell’inchiesta “Res Tauro” della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria. Secondo gli investigatori, infatti, la ’Ndrangheta non stava semplicemente tentando di estorcere denaro ad Amazon, ma cercava di infiltrarsi nell’intero progetto. Le conversazioni captate dagli investigatori non parlano soltanto di richieste di denaro, ma anche della gestione delle assunzioni. Il controllo del lavoro rappresenta da sempre uno degli strumenti più potenti delle mafie. Decidere chi lavora e chi resta escluso significa costruire consenso sociale, creare dipendenza economica e alimentare un sistema di favori che inevitabilmente finisce per riflettersi anche sul piano politico. Un meccanismo che consente alle organizzazioni criminali, in questo caso la ‘Ndrangheta, di rafforzare la propria influenza sul territorio e consolidare rapporti con pezzi dell’amministrazione e della politica locale, promettendo posti di lavoro in cambio di voti. 

Piromalli - ha spiegato Il Fatto Quotidiano - arriva persino a descrivere la sua idea di “collaborazione” con Amazon: creare una cooperativa di giovani legata al territorio che avrebbe dovuto lavorare per il progetto. Una proposta che, dietro la retorica del lavoro e della tutela del territorio, secondo gli investigatori nascondeva invece il tentativo della cosca di controllare assunzioni, appalti e rapporti economici legati all’investimento.

Fonte: Il Fatto Quotidiano

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