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| Giustizia

Processo Baiardo, teste Dario Carbone: i rapporti economici tra Berlusconi e Dell'Utri

Luca Grossi

Durante l’udienza di mercoledì, nel processo a carico di Salvatore Baiardo, il luogotenente CS Dario Carbone della DIA di Firenze ha illustrato i risultati di una perquisizione del luglio 2022 nell’abitazione di Marcello Dell’Utri a Milano 2: gli investigatori hanno acquisito corrispondenza epistolare tra Dell’Utri e Silvio Berlusconi, oltre a rendiconti economici.
Salvatore Baiardo, ritenuto vicino ai fratelli Graviano, è accusato di favoreggiamento personale aggravato dall’agevolazione mafiosa e di calunnia continuata e aggravata nei confronti del giornalista Massimo Giletti e dell’ex sindaco di Cerasa Giancarlo Ricca. Il processo, davanti alla presidente del collegio Anna Favi, è nella fase delle testimonianze. I pubblici ministeri Leopoldo Danilo De Gregorio e Lorenzo Gestri hanno condotto gli esami.
Carbone ha riferito di due lettere: una del 5 ottobre 2016, scritta da Dell’Utri dal carcere di Rebibbia mentre stava scontando una condanna a 7 anni per concorso esterno in associazione mafiosa, in cui chiedeva esplicitamente a Silvio Berlusconi di garantire un mantenimento economico ai suoi familiari "pari a quello che avrebbe potuto garantire lui quando era in libertà". La missiva doveva essere recapitata tramite Fedele Confalonieri.
Mentre nella seconda, del 21 settembre 2020, è stata scritta quando Dell’Utri era già ai domiciliari (con divieto di espatrio ancora in vigore). Dopo essersi complimentato con Berlusconi per aver sconfitto il Covid, Dell’Utri sollecita la conclusione dei lavori di ristrutturazione di due immobili: l’appartamento di Segrate (Milano 2, Torre 2) e soprattutto una villa di proprietà della società Idra S.p.A. (riconducibile al gruppo Berlusconi) sita in via Pollodoro 6 a Milano, destinata alla figlia Chiara.
La richiesta è chiara: "procedere con le cose rimaste inevase" e "un aiuto concreto, senza rinvii di sorta". Aggiunge che, qualora Berlusconi non fosse riuscito a provvedere, "i suoi sentimenti nei confronti di Silvio Berlusconi non saranno mai fatti degradare". La lettera fu recapitata tramite l’allora tesoriere di Forza Italia, l’ex senatore Alfredo Messina.
Quindi sia in questa lettera del 2020 che del 2016 c'è una sollecitazione a un'erogazione di aiuto economico?” Ha chiesto il pm Lorenzo Gestri. “Una sollecitazione, sì” ha confermato Carbone spiegando che dalla documentazione contabile è emerso che, tra il 2016 e il 2020, Silvio Berlusconi (tramite la moglie di Dell’Utri, Miranda Ratti, e direttamente) avrebbe erogato a favore di Dell’Utri 11 milioni e 550 mila euro, di cui 5 milioni e 550 mila destinati alle spese legali del processo di Palermo.
Gli investigatori, ha riportato sempre Carbone, hanno trovato una cartellina intitolata "Prestiti Silvio" (denominazione originaria, mantenuta dagli inquirenti) contenente un rendiconto dettagliato delle somme. Ogni bonifico era preceduto o accompagnato da una lettera di conferma scritta da Silvio Berlusconi e recapitata tramite Miranda Ratti.
Il luogotenente Carbone ha sottolineato che non emergeva alcun "credito" formalizzato da Dell’Utri nei confronti di Berlusconi: si sarebbe trattato di richieste reiterate e perentorie di aiuto economico.
Le indagini hanno documentato anche diversi interventi della moglie di Dell’Utri. In particolare, una conversazione telefonica intercettata il 7 febbraio 2021 alle ore 19:24 mostra Miranda Ratti appena rientrata dalla Repubblica Dominicana mentre avrebbe sollecitato il marito affinché mantenesse la pressione sull’entourage di Berlusconi per rispettare gli impegni presi, lamentando i ritardi accumulati tra dicembre e gennaio.
In quel periodo, a causa delle misure restrittive ancora in vigore su Dell’Utri legate al processo palermitano, i contatti diretti tra lui e Berlusconi erano limitati: le richieste passavano prevalentemente attraverso intermediari, Confalonieri, Messina, Giuseppe Spinelli, “il ragioniere storico di Silvio Berlusconi, nonché il responsabile di una delle società che gestiva, facenti parte del della galassia delle società” dell’ex premier: “Era praticamente la persona delegata in persona da Silvio Berlusconi per operare su tutti i conto correnti” ha detto.

L’ex capo scorta di Paolo Berlusconi: l’incontro tra Baiardo e il fratello dell’ex premier

L’ex caposcorta di Paolo Berlusconi ha ricostruito nei dettagli un episodio avvenuto nel febbraio-marzo 2011: l’imputato assieme ad un’altra persona chiese di parlare urgentemente con Paolo Berlusconi per cose “riguardanti il fratello". Secondo il testimone, dopo il colloquio il fratello dell’ex premier definì Baiardo come una persona venuta "a screditare" Silvio Berlusconi.
"Mimmo, tu sei testimone, questo signore è venuto qua a screditare, a dire cose sul mio fratello”, avrebbe detto.
Domenico Giancane, poliziotto in pensione, ha fornito una ricostruzione dell’episodio. Mentre accompagnava Paolo Berlusconi dal suo studio in via Negri a un ristorante in via Santa Maria Segreta, notò "sull’altro lato del marciapiede" una coppia "un po’ appariscente": un uomo con cappello e sigaro e una donna.
"Mentre andavamo al ristorante, la coppia veniva dietro di noi", ha raccontato Giancane. "Paolo Berlusconi entra nel ristorante e noi restiamo fuori. Un signore mi chiede di avvicinarmi perché mi doveva dire qualcosa". L’uomo – identificato poi come Baiardo – chiese di parlare con Paolo Berlusconi: "Potrei parlare col dottor Paolo Berlusconi? Ho delle cose importanti riguardanti il fratello". Giancane riferì la richiesta a Paolo Berlusconi, che fissò un appuntamento per le 15:30 in ufficio. “Guardi, io sono uno che ha un po’ di precedenti penali anche pesanti”, avrebbe detto Baiardo parlando al capocorda prima dell’incontro. La presidente Anna Favi ha espresso perplessità sulle procedure di sicurezza: "Mi stupisce il fatto che una persona che si autoqualifica come un criminale di calibro, con precedenti pesanti, venga passato senza nessun controllo ulteriore nella stanza da solo con il soggetto tutelato". Giancane ha risposto che la prassi era quella di non filtrare gli appuntamenti di Paolo Berlusconi, anche se si trattava di una persona che dichiarava "precedenti penali pesanti" L’avvocato difensore di Baiardo, Roberto Venrella, ha chiesto chiarimenti sulle dichiarazioni rese da Giancane nel 2020, sottolineando che in quell’occasione il testimone aveva parlato di un commento più generico di Paolo Berlusconi ("è venuto a dire qualcosa di mio fratello") e non di termini negativi come "screditare". Giancane, però, ha confermato di ricordare l’espressione più forte.

La prossima udienza è fissata per martedì 20 maggio 2026 alle ore 9:30. 

Foto © Imagoeconomica 

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