Omicidio Caruana Galizia, assolto Fenech: resta il mistero sul mandante
Otto giurati su nove hanno assolto l’imprenditore maltese. La famiglia della giornalista uccisa: “Decisione terribile”
La giuria ha assolto Yorgen Fenech, l’imprenditore accusato di aver ordinato l’assassinio della giornalista investigativa Daphne Caruana Galizia, uccisa da un’autobomba nel 2017. Insieme all’assoluzione, purtroppo e almeno per il momento, non è ancora arrivata una risposta alla domanda più importante: chi ha ordinato l’omicidio della giornalista?
Gli uomini che hanno preparato l’attentato sono stati individuati. Chi ha procurato l’esplosivo è stato condannato. Così come chi ha piazzato la bomba e partecipato all’esecuzione materiale dell’omicidio. C’è anche l’intermediario che ha confessato di aver ricevuto 150 mila euro per organizzare l’assassinio. Manca solo il mandante o i mandanti.
Fenech, l’imprenditore maltese indicato per anni dall’accusa come l’uomo dietro l’attentato, è stato assolto dalle accuse di cospirazione e complicità nell’omicidio, con otto giurati su nove che hanno votato per la sua assoluzione. Una decisione che ha immediatamente scatenato la rabbia fuori dal Tribunale. All’uscita di Fenech, scortato dalle forze dell’ordine, decine di cittadini e attivisti hanno circondato l’area e contestato duramente l’imprenditore con fischi, insulti e grida, accompagnando l’auto che lo scortava a suon di “Vergogna” e “Corruzione”. Dal canto suo, l’imprenditore maltese non ha rilasciato nessuna dichiarazione.
L’omicidio che ha sconvolto Malta
Daphne Caruana Galizia aveva 53 anni quando, il 16 ottobre 2017, una bomba piazzata sotto la sua Peugeot esplose a pochi metri dalla sua abitazione di Bidnija. Era una giornalista investigativa, una delle più conosciute a Malta. Attraverso il suo blog, Running Commentary, aveva pubblicato per anni inchieste sulla corruzione, sulle società offshore e sui rapporti tra politica e affari. Si era occupata anche dei Panama Papers e aveva concentrato parte delle sue indagini sul governo laburista guidato dall’allora primo ministro Joseph Muscat.
Le indagini avviate per il suo omicidio portarono progressivamente all’individuazione degli uomini coinvolti nella preparazione e nell’esecuzione dell’attentato. I fratelli George e Alfred Degiorgio e Vince Muscat stanno scontando pene detentive per il loro coinvolgimento, mentre nel giugno 2025 Robert Agius e Jamie Vella sono stati condannati all’ergastolo per aver fornito l’esplosivo utilizzato nell’attentato.
L’accusa contro Fenech
Tornando all’imprenditore maltese, l’accusa contro di lui si è basata soprattutto sulla testimonianza di Melvin Theuma, l’intermediario che nel 2019 ottenne la grazia in cambio della collaborazione con la giustizia.
Theuma aveva indicato Fenech come l’uomo che gli avrebbe affidato il denaro necessario per organizzare l’omicidio: 150 mila euro. Oltretutto, proprio Fenech era uno degli imprenditori sui quali Caruana Galizia stava indagando. Suo è infatti il nome legato alla 17 Black, una società registrata a Dubai e finita al centro delle inchieste sui rapporti tra politica e affari a Malta.
Durante il processo, però, la difesa di Fenech ha cercato di demolire l’attendibilità di Theuma, insistendo sulle contraddizioni presenti nelle sue dichiarazioni. Poi è stato lo stesso Fenech a parlare davanti alla corte per quattro giorni. E ha indicato un altro nome. Secondo la sua versione, il vero mandante dell’omicidio sarebbe stato Keith Schembri, all’epoca capo di gabinetto del premier Muscat e in passato amico dello stesso Fenech. Alla fine, la giuria ha stabilito che gli elementi presentati dall’accusa non erano sufficienti per condannare Fenech.
“Una decisione terribile”
Durissima la reazione della famiglia Caruana Galizia. Matthew, uno dei figli di Daphne, ha definito il verdetto “una decisione terribile dei giurati, dalla quale il nostro Paese potrebbe non riprendersi mai”. Per il figlio della giornalista uccisa nel 2017, i giurati avevano “una grande responsabilità: fare giustizia”. Invece, “se ne sono lavati le mani”.
Le critiche sono arrivate anche dalle organizzazioni internazionali che difendono la libertà di stampa. L’European Centre for Press and Media Freedom (ECPMF) ha affermato che il verdetto manda “un messaggio inquietante a chi attacca e uccide i giornalisti”.
Reporters Sans Frontières (RSF), oltre a sottolineare il senso d’indignazione, ha ribadito come, a quasi nove anni dall’attentato, non sia ancora stato individuato e condannato chi ordinò l’assassinio.
Ad ogni modo, l’assoluzione di Fenech ha riportato al centro dell’attenzione anche le responsabilità istituzionali emerse negli anni successivi all’omicidio. Nel luglio 2021 un’inchiesta pubblica indipendente, condotta da tre giudici, concluse infatti che lo Stato maltese doveva “assumersi la responsabilità” per non aver protetto adeguatamente Caruana Galizia. Il rapporto dei tre giudici precisò anche come gli autori del brutale omicidio ritenessero di poter beneficiare di protezioni dei più alti livelli delle istituzioni.
ARTICOLI CORRELATI
Malta, omicidio Caruana Galizia: la Procura chiede la condanna di Yorgen Fenech
A processo Yorgen Fenech, presunto mandante dell'omicidio di Daphne Caruana Galizia
Daphne Caruana Galizia: la giornalista uccisa con la complicità del deep state maltese














