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Hydra, processo riparte a Milano: 45 imputati e scarcerazione per Cristello

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Giovedì prossimo, nell’aula bunker di Milano, prenderà il via la prima udienza del rito ordinario del processo Hydra dopo la pausa estiva. Sul banco degli imputati siederanno 45 persone, tra cui Cristiano Donato e Giancarlo Vestiti, figure centrali dell’inchiesta della Dda milanese che nel ottobre 2023 ha portato alla luce i legami tra camorra, ‘Ndrangheta e Cosa nostra lungo l’asse Lombardia-Novarese. Nei giorni scorsi due provvedimenti hanno riguardato esponenti di spicco di quel "consorzio" mafioso. Giacomo Cristello, 63 anni, crotonese residente a Galliate, è stato scarcerato venerdì. Condannato a gennaio in rito abbreviato a 11 anni e 2 mesi di reclusione, aveva ottenuto l’annullamento della misura dalla Cassazione, che aveva rimandato il riesame del caso. Il tribunale del Riesame di Milano ha infine disposto la liberazione. Secondo i pm, Cristello risulta legato alla locale di ‘Ndrangheta di Legnano-Lonate Pozzolo. Diverso l’esito per Giancarlo Vestiti, 58 anni, originario di Benevento. La Dda milanese, attraverso i titolari dell’inchiesta Alessandra Cerreti e Rosario Ferracane, ha chiesto e ottenuto nei suoi confronti il regime del 41 bis. I magistrati lo considerano un esponente di rilievo del clan camorristico dei Senese di Roma. Il collaboratore di giustizia Gioacchino Amico, pure imputato nel processo, lo indica addirittura al comando della "triade" mafiosa. Strettamente collegato a Vestiti, secondo gli inquirenti, è Cristiano Donato, 46 anni, detto "sciampagnino", originario di Caltagirone e residente ad Arona. Tra l’agosto 2020 e il marzo 2021, diversi sodali del "consorzio", tra cui lo stesso Donato, avrebbero tentato di recuperare un credito di almeno 8 mila euro su una somma di 15 mila da un imprenditore del settore finanziario, dopo un affare andato male. Si tratta di un’estorsione in cui Vestiti è ritenuto tra gli organizzatori e Donato fra gli aiutanti. I magistrati scrivono che l’aronese "partecipava alle intimidazioni" e "contattava e intimava" alla vittima "il pagamento" dei soldi. Donato risulta inoltre coinvolto in un furto da 2 mila euro e in una tentata rapina con aggressione da 100 mila euro a Dagnente, tra la fine del 2020 e l’inizio del 2021.

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