Equalize, filone estorsivo: tre condanne e un patteggiamento con aggravante mafiosa

Si è concluso con tre condanne e un patteggiamento, tutte con il riconoscimento dell’aggravante mafiosa, il filone autonomo dell’inchiesta Equalize relativo a una presunta tentata estorsione ai danni degli imprenditori Motterlini, titolari della G&G Costruzioni. Il procedimento, coordinato dal pm della Dda milanese Francesco De Tommasi e condotto dai carabinieri del Ros, è distinto dal troncone principale sui presunti dossieraggi illegali. Davanti al gup Tiziana Landoni, Francesco Baldo è stato condannato a 3 anni e 2 mesi di reclusione, mentre Michael Chiera e Nicola Chiera hanno ricevuto ciascuno 2 anni e 10 mesi. Ha invece patteggiato una pena di 1 anno e 11 mesi Fulvio Cilisto. Resta in corso, con rito ordinario, il processo principale che vede tra gli imputati l’imprenditore e immobiliarista romano Lorenzo Sbraccia e l’esperto informatico Nunzio Samuele Calamucci. Secondo l’accusa, tredici persone in tutto, con ruoli diversi, avrebbero intimidito i Motterlini. In particolare, Rosario Perre, genero di Francesco Barbaro, si sarebbe presentato "come un appartenente alla ‘Ndrangheta o comunque come un componente della criminalità organizzata mafiosa e ingenerando così in loro uno stato di paura e di timore". L’obiettivo sarebbe stato quello di costringerli "a sedersi al tavolo della trattativa con la Fenice spa" di Sbraccia "ad accettare l’offerta formulata da quest’ultima, economicamente svantaggiosa" per la loro società. Nella sentenza di patteggiamento la giudice Landoni ha sottolineato "l’azione criminosa" ritenuta idonea "a determinare nella vittima una particolare condizione di intimidazione connessa all’evocazione di metodi propri della criminalità organizzata, in grado di imporre con l’intimidazione le proprie illecite ragioni". Tra le persone coinvolte nell’impianto accusatorio figura anche Carmine Gallo, l’ex superpoliziotto morto dopo l’arresto nell’ambito del caso Equalize.
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