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| Giustizia

Drone sulla Dogaia, cinque telefoni sequestrati: nuovo tentativo di rifornire i detenuti

Non è il primo episodio: proseguono i tentativi di introdurre droga e dispositivi telefonici nel penitenziario.

AMDuemila

Un drone ha sorvolato il carcere della Dogaia di Prato nel tentativo di consegnare cinque telefoni cellulari ai detenuti. L'episodio, non il primo ma l'ultimo di una lunga serie, è avvenuto nella serata di venerdì ed è stato scoperto grazie al sistema di videosorveglianza dell'istituto penitenziario. Gli agenti della polizia penitenziaria, intervenuti dopo averlo individuato, hanno trovato all'interno del carcere un involucro contenente cinque smartphone completi di schede SIM perfettamente funzionanti. 
Luca Tescaroli, procuratore capo di Prato, ha confermato il perdurare di una situazione di illegalità all'interno della casa circondariale. Secondo il magistrato, anche questo episodio dimostra come continui il tentativo di far arrivare ai detenuti telefoni e altri mezzi di comunicazione dall'esterno. Dal momento che quello dei droni e dei telefoni introdotti all'interno del penitenziario insieme alla droga è una questione che, appunto, va avanti da tempo, negli ultimi mesi la Procura pratese ha disposto diversi controlli e perquisizioni. Tuttavia, i tentativi di rifornire i detenuti non si sono mai fermati. Sono stati utilizzati i metodi più diversi: dalle fionde ai palloni da calcio, dai droni alle canne da pesca, fino ai pacchi alimentari. In alcuni casi, detenuti appartenenti anche al circuito di Alta Sicurezza sono stati sorpresi a pubblicare video sui social network direttamente dalle celle. Per contrastare il fenomeno, Tescaroli ha più volte chiesto l'installazione di reti anti-drone alle finestre delle celle, una schermatura della struttura per limitare le comunicazioni via internet e un potenziamento dell'impianto di videosorveglianza.

Fonte: La Nazione 
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Foto © Imagoeconomica