
L’ex presidente della regione Sicilia, accusato di corruzione e traffico di influenze, dovrà fare lavori di pubblica utilità
Venerdì 15 maggio il gup di Palermo Ermelinda Marfia ha dato parere favorevole alla richiesta di patteggiamento avanzata dai legali di Salvatore Cuffaro. L’ex Presidente della Regione siciliana, accusato di corruzione e traffico di influenze, in sostituzione di tre anni di reclusione, farà lavori di pubblica utilità sostitutivo presso l'Associazione 'Casa del sorriso', con sede a Monreale (Palermo). Cuffaro, che ha lasciato i domiciliari, presterà servizio "per non meno di sei ore e non più di 15 ore di lavoro settimanale", come prevede la sentenza. Non solo, l’ex leader della “Nuova DC” in questi anni non potrà frequentare politici né allontanarsi dalla Sicilia. Nella sentenza si legge che Cuffaro ha il "divieto di frequentare soggetti che rivestono cariche politiche e/o legislative e/o amministrative, salvo trattasi di familiari o altre persone conviventi, salvo che trattasi di incontri che ineriscano allo svolgimento dei lavori di pubblica utilità, ovvero volti a ottenere un pubblico servizio". Non solo. L’ex governatore dovrà pagare un risarcimento da 15 mila euro all'ospedale Villa Sofia e all'Asp di Siracusa.
Il gup ha rinviato a giudizio altri sette imputati, uno dei quali, Ferdinando Aiello ha chiesto il rito abbreviato. Oltre a Cuffaro sono imputati di corruzione l’ex direttore generale dell’ospedale Villa Sofia Cervello, Roberto Colletti, Antonio Iacono, primario del Trauma Center dello stesso nosocomio, e l’ex storico segretario del governatore Vito Raso. L’azienda ospedaliera si è costituita parte civile. Secondo l’accusa, l’ex governatore e gli altri indagati avrebbero pilotato il concorso bandito per la stabilizzazione di 15 operatori sociosanitari. Davanti al gup, per un appalto messo a gara dall’Asp di Siracusa, con l’accusa di traffico di influenze, ci sono anche Mauro Marchese e Marco Dammone, Roberto Spotti, il faccendiere Ferdinando Aiello e l’imprenditore di Belmonte Mezzagno Sergio Mazzola, titolare della ditta Euroservice. Sempre in sentenza, la gup ha deciso il non doversi procedere nei confronti di Renato Spotti, il legale rappresentante della società Dussmann service. Quindi Spotti e la società escono dall'inchiesta.
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