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| Giustizia

Cosimo Ferri punta al ritorno al Csm dopo il caso Hotel Champagne

L'ex sottosegretario si candida al Consiglio superiore della magistratura dopo anni tra politica e toghe

AMDuemila

Cosimo Maria Ferri torna a candidarsi per il Consiglio superiore della magistratura. Dopo una lunga carriera che lo ha visto ricoprire ruoli da magistrato, consigliere del Csm, dirigente dell'Anm, deputato, sottosegretario alla Giustizia e, più recentemente, magistrato fuori ruolo al ministero della Giustizia con Carlo Nordio, l'ex parlamentare punta a rientrare a Palazzo dei Marescialli, dove iniziò il proprio percorso istituzionale nel 2006.
All'epoca Ferri, figlio dell'ex ministro Enrico Ferri, fu eletto al Csm a soli 35 anni con 553 preferenze, stabilendo un record. Negli anni successivi è però rimasto coinvolto nel procedimento disciplinare legato alla vicenda dell'Hotel Champagne, dove, insieme all'ex presidente dell'Anm Luca Palamara, avrebbe cercato di influenzare la nomina del procuratore di Roma. La vicenda si concluse senza conseguenze disciplinari grazie al voto della Giunta per le autorizzazioni della Camera, che negò al Csm l'utilizzo delle intercettazioni relative a quei fatti, nonostante la Corte costituzionale ne avesse successivamente riconosciuto l'utilizzabilità con una decisione del 22 giugno 2023.
Ora Ferri tenta un nuovo ritorno sulla scena della magistratura associata. Dopo aver ricoperto numerosi incarichi – tra cui tre mandati da sottosegretario alla Giustizia nei governi Letta, Renzi e Gentiloni e un periodo al ministero guidato da Carlo Nordio – ha deciso di partecipare nuovamente alle elezioni del Csm con l'obiettivo di verificare se gode ancora del consenso che lo aveva accompagnato negli anni passati.
La candidatura arriva però senza il sostegno di Magistratura Indipendente, la corrente di cui è stato per circa vent'anni uno dei principali riferimenti. Nel 2012, candidandosi alle elezioni dell'Associazione nazionale magistrati con quella corrente, ottenne 1.199 preferenze, risultando il magistrato più votato d'Italia. Oggi, invece, la sua corsa sarà autonoma.
L'ipotesi di una sua candidatura circolava già da tempo, alimentata anche dal ritorno in servizio presso una sezione civile della Corte d'Appello di Roma dopo l'esperienza ministeriale, un incarico ritenuto da molti meno esposto dal punto di vista della visibilità pubblica.
La decisione di scendere nuovamente in campo preoccupa anche Magistratura Indipendente, dove la capacità di Ferri di raccogliere consensi è considerata ancora significativa. Viene ricordato, in particolare, quanto avvenne nel 2014, quando, pur ricoprendo l'incarico di sottosegretario alla Giustizia, sostenne via sms la candidatura dei magistrati Lorenzo Pontecorvo e Luca Forteleoni alle elezioni per il Csm, contribuendo alla loro elezione.
Nei prossimi mesi Ferri sarà impegnato in una nuova campagna elettorale che lo vedrà confrontarsi anche con Giuseppe Tango, presidente dell'Anm di Palermo ed esponente della sua ex corrente. Se dovesse riuscire a conquistare nuovamente un seggio al Consiglio superiore della magistratura, segnerebbe il ritorno di una delle figure più controverse degli ultimi anni nella governance della magistratura italiana.