Chat Delmastro: pm di Roma rinviano acquisizione in attesa del via libera della Camera

La Procura di Roma ha deciso di non acquisire, almeno per il momento, la memoria depositata il 24 luglio dall’avvocato Fabrizio Gallo, difensore di Mauro e Miriam Caroccia, che contiene le chat intercorse tra l’ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove e Mauro Caroccia. Gli inquirenti ritengono necessario attendere l’eventuale autorizzazione della Camera dei deputati prima di poter valutare il materiale nell’ambito dell’inchiesta sulla Bisteccheria e sui presunti rapporti con esponenti politici.
La vicenda torna così al punto di partenza. Il 22 luglio la maggioranza di centrodestra aveva votato compatta contro la richiesta della Procura nella Giunta per le autorizzazioni di Montecitorio, impedendo per ora l’accesso alle conversazioni. I magistrati capitolini avevano definito quei messaggi “essenziali” per far luce sugli affari legati al clan Senese e sulla criminalità organizzata nel territorio, con Mauro Caroccia già condannato in passato come prestanome dell’organizzazione.
Dopo il voto contrario, che aveva provocato le proteste delle opposizioni – in particolare del Movimento 5 Stelle –, il legale dei Caroccia ha depositato di propria iniziativa la documentazione, sostenendo che il Parlamento non avrebbe potuto impedire l’utilizzo delle chat nel caso specifico. Secondo la difesa, i messaggi dimostrerebbero l’estraneità di Mauro e Miriam Caroccia rispetto al reato contestato e consentirebbero di individuare il reale proprietario dell’attività finita al centro delle indagini. Con la nuova posizione espressa oggi dagli inquirenti, la palla torna al Parlamento. La Procura ha infatti rinviato qualsiasi valutazione del contenuto fino a quando Montecitorio non darà il proprio assenso, confermando di fatto il precedente orientamento della maggioranza.
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