
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso presentato contro il decreto ministeriale di proroga del regime penitenziario differenziato, confermando così il 41 bis per Giancarlo Buggea. I giudici hanno ritenuto ancora "attuale la pericolosità" dell’imprenditore agrigentino e il suo "ruolo di vertice nel mandamento di Canicattì".
Buggea, arrestato nell’ambito dell’inchiesta antimafia “Xidy” e condannato a 20 anni di reclusione, resta dunque sottoposto al regime di massima sicurezza. Secondo i magistrati, il sodalizio canicattinese da lui diretto "è attivo e operativo nell’ambito territoriale di riferimento con episodi sintomatici della fibrillazione interna ai gruppi e della loro operatività".
La decisione conferma l’ordinanza del Tribunale di Sorveglianza. Tra gli elementi emersi nel corso degli anni, i giudici hanno valutato anche i rapporti di Buggea con Angela Porcello, sua ex compagna e avvocato condannata a nove anni, un mese e ventitré giorni di reclusione. La donna avrebbe strumentalizzato il legame sentimentale per gestire i contatti con boss detenuti, pur avendo in seguito parlato con i pm senza ottenere lo status di collaboratrice di giustizia.
La pronuncia della Cassazione interviene mentre permane l’allarme per la vitalità della compagine mafiosa di riferimento, nonostante gli arresti e le condanne degli ultimi anni.
ARTICOLI CORRELATI
Angela Porcello: dopo quattro anni l’avvocata va ai domiciliari
Inchiesta 'Xydi': sentenza d'appello prevista per il 12 febbraio
Palermo: no al patteggiamento per la consigliori e cassiera di Cosa nostra
Carceri: disposto il trasferimento immediato per l'ex avvocato Angela Porcello















