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| Giustizia

Cassazione conferma il 41 bis per il boss di Canicattì Giancarlo Buggea

AMDuemila

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso presentato contro il decreto ministeriale di proroga del regime penitenziario differenziato, confermando così il 41 bis per Giancarlo Buggea. I giudici hanno ritenuto ancora "attuale la pericolosità" dell’imprenditore agrigentino e il suo "ruolo di vertice nel mandamento di Canicattì".
Buggea, arrestato nell’ambito dell’inchiesta antimafia “Xidy” e condannato a 20 anni di reclusione, resta dunque sottoposto al regime di massima sicurezza. Secondo i magistrati, il sodalizio canicattinese da lui diretto "è attivo e operativo nell’ambito territoriale di riferimento con episodi sintomatici della fibrillazione interna ai gruppi e della loro operatività".  
La decisione conferma l’ordinanza del Tribunale di Sorveglianza. Tra gli elementi emersi nel corso degli anni, i giudici hanno valutato anche i rapporti di Buggea con Angela Porcello, sua ex compagna e avvocato condannata a nove anni, un mese e ventitré giorni di reclusione. La donna avrebbe strumentalizzato il legame sentimentale per gestire i contatti con boss detenuti, pur avendo in seguito parlato con i pm senza ottenere lo status di collaboratrice di giustizia.
La pronuncia della Cassazione interviene mentre permane l’allarme per la vitalità della compagine mafiosa di riferimento, nonostante gli arresti e le condanne degli ultimi anni. 

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