
I magistrati chiedono il rafforzamento degli organici e la stabilizzazione del personale precario
Continua il dramma al quale è sottoposta la macchina della giustizia e la magistratura impegnata nelle attività di contrasto alla criminalità organizzata. Questa volta, a lanciare l’allarme è Anna De Simone, presidente dell’ufficio distrettuale gip-gup di Bari, che ha chiesto un rafforzamento immediato degli organici e delle risorse a disposizione degli uffici giudiziari.
L’ufficio gip-gup del capoluogo pugliese si occupa non solo dei reati ordinari commessi nella provincia di Bari, ma anche dei procedimenti legati alla criminalità organizzata nelle province di Foggia e Trani. Stiamo parlando di territori particolarmente delicati per la presenza di clan mafiosi. Attualmente i magistrati in servizio sono sedici, a fronte di un organico previsto di diciotto unità. Questo mentre il carico di lavoro continua a crescere senza interruzioni.
Secondo De Simone, la gestione contemporanea dei procedimenti ordinari e di quelli più complessi e urgenti rende indispensabile non solo la copertura completa dei posti vacanti, ma anche una sostanziale revisione degli organici. L’obiettivo deve essere ovviamente quello di aumentare il numero dei giudici in servizio e adeguarlo alle reali necessità dell’ufficio.
Sulla stessa linea si è espressa anche Antonella Cafagna, presidente dell’Associazione nazionale magistrati e giudice per le indagini preliminari. “Le esigenze di contrasto della criminalità organizzata rendono indispensabile un potenziamento delle risorse dell'ufficio gip distrettuale, in funzione di garantire risposte rapide alle esigenze di giustizia e sicurezza dei cittadini, in special modo in momenti di fibrillazione criminale come quello a cui stiamo assistendo. Questo potenziamento - ha sottolineato Cafagna - passa attraverso l’implemento degli organici dei magistrati ma anche del personale amministrativo”.
Ma tra le preoccupazioni espresse dai magistrati c’è anche il futuro dei lavoratori precari della giustizia. Il rischio sarebbe quello di trovarsi davanti a una fetta importante di lavoratori che non viene stabilizzata e che, per questo motivo, causerebbe un ulteriore indebolimento degli uffici giudiziari già in affanno.
Fonte: La Repubblica
Foto © Imagoeconomica
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