Attentato a Ranucci. Il gip: restano in carcere due esecutori ''reticenti e non attendibili''
Buco di mesi nelle chat Signal con Lavitola
Il giudice per le indagini preliminari di Roma ha respinto la richiesta di scarcerazione presentata dagli avvocati di Pellegrino D’Avino e Antonio Passariello, considerati tra gli esecutori materiali dell’attentato dinamitardo del 16 ottobre 2025 sotto casa di Sigfrido Ranucci a Pomezia. I due restano detenuti a Rebibbia. Secondo il gip Livio Sabatini sono "reticenti" e "non attendibili". Le dichiarazioni rese durante l’interrogatorio di dieci ore di giovedì scorso si sono rivelate "in numerose parti reticenti" quanto alla "ricostruzione completa dei fatti" e "contraddette dalle risultanze delle intercettazioni". Il giudice non ritiene credibili due passaggi in particolare: le modalità di approvvigionamento dell’ordigno e l’affermazione di non conoscerne la composizione interna. Gli indagati avevano indicato Clesio Gomes Tavares, factotum del mandante Valter Lavitola, come colui che avrebbe fornito tutto, compreso l’esplosivo. Le indagini hanno invece accertato che non si trattava di materiale plastico, ma di "gelatina da cava" reperita da D’Avino. Restano quindi integre le esigenze cautelari, anche alla luce dell’aggravante del metodo mafioso contestata ai due. D’Avino e Passariello avevano ribadito di non conoscere "né Lavitola né Ranucci e di aver avuto rapporti solo con Gomes Tavares". Hanno sostenuto che fu quest’ultimo a ordinare di mettere la bomba davanti alla villetta del giornalista e che "non volevano far del male a nessuno". L’azione, secondo la loro versione, doveva essere "un’azione veloce", pagata "solo 3mila euro in tutto", una messinscena, "’nu cinema". Tesi che il gip ha giudicato non attendibile e che la Procura di Roma, con parere negativo del pm Edoardo De Santis, aveva già bocciato. Gli avvocati Generoso Pagliarulo e Antonio Falconieri presenteranno ricorso al Riesame, con udienza prevista a fine mese. Sergio Cola, legale di Lavitola, chiederà invece di acquisire le dichiarazioni dei due in vista del riesame del suo assistito, fissato per il 7 settembre. Secondo il difensore, "la versione di Lavitola non è smentita, anzi sembrerebbe essere riscontrata parzialmente o totalmente". L’ex faccendiere, che ha confessato di aver voluto l’attentato, aveva dichiarato: "L’ho voluta io”; “l’ho fatto per il bene di Ranucci”; “per fargli alzare i livelli di protezione".
Restano da chiarire le posizioni degli altri indagati: Saverio Mutone, ancora in carcere e che sarà probabilmente ascoltato nei prossimi giorni, e Marika De Filippis, compagna di D’Avino, attualmente ai domiciliari perché in procinto di partorire. Tavares risulta all’estero, forse in Africa o in Russia. Nel frattempo, come riportato dal Fatto Quotidiano, gli investigatori stanno esaminando un altro elemento emerso dal telefono di Lavitola sequestrato il 4 luglio 2026: un buco di diversi mesi nella chat Signal con Ranucci. Settimane di messaggi scambiati a cavallo tra il 2024 e il 2025, dunque prima dell’attentato, risultano cancellati. La rimozione riguarderebbe solo quel periodo specifico e non l’intera conversazione pluriennale. Il sospetto è che sia avvenuta dopo il 30 giugno 2026, cioè dopo l’arresto degli esecutori. La Procura ritiene la questione di grande interesse e sta incrociando date ed eventi per capire gli argomenti trattati. Ranucci, vittima inconsapevole secondo la prima fase dell’indagine ormai quasi chiusa, potrebbe essere sentito come persona informata sui fatti, anche se per problemi tecnici potrebbe non aver conservato i messaggi. I pm hanno cristallizzato due punti: Ranucci è la vittima e non esiste un “mandante del mandante”. Dopo il 7 settembre inizierà però una seconda fase. Gli investigatori vogliono verificare se la manipolazione di cui parla l’ordinanza di arresto di Lavitola – "il giornalista è stato vittima della manipolazione dell’indagato" – abbia riguardato anche i contenuti di Report. Dalle chat emergono commenti sulle inchieste del programma. L’intenzione è scandagliare gli affari e i rapporti finanziari dell’ex faccendiere e, eventualmente, sentire altri cronisti della trasmissione che hanno avuto contatti con lui, tra cui la neo-conduttrice Giulia Presutti.
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