Il carcere, con le sue ataviche carenze e con il suo carico di umanità sofferente, è protagonista della nuova puntata di "Cose nostre", il programma ideato e condotto da Emilia Brandi, in onda lunedì 7 settembre alle 23.35 su Rai 1. Al centro del programma la storia di Umberto Mormile, educatore nel penitenziario milanese di Opera, ucciso a colpi di revolver a soli 37 anni l'11 aprile 1990. Di quell'agguato si conoscono ormai esecutori e mandanti, tutti appartenenti alla ‘Ndrangheta calabrese trapiantata in Lombardia, ma si ignora ancora il movente: un segreto che, con ogni probabilità, si cela da oltre 35 anni tra le mura dell'istituto dove Mormile era a contatto quotidiano con boss di primo piano della criminalità organizzata come Domenico Papalia, scomparso pochi giorni fa. Sullo sfondo, la storia d'amore dell'educatore con Armida Miserere, una delle prime donne direttrici di carcere in Italia, morta suicida nel 2003, e soprattutto l'ombra della Falange Armata, una misteriosa organizzazione terroristica che avrebbe coperto gli incontri proibiti che avvenivano all'interno del carcere tra il boss Papalia e i servizi segreti di cui, forse, Mormile fu testimone. Interviste a Stefano Mormile, fratello della vittima che da anni si batte per la riapertura delle indagini; Caterina Martino, amica e collega di Umberto; ai giornalisti Cristina Zagaria (La Repubblica) e Luca Fazzo (Il Giornale).
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