Prato, maxi-sequestro di sigarette di contrabbando: trovati 6.500 pacchetti
Circa 125 chili di tabacchi sequestrati e due cittadini cinesi indagati. Gli inquirenti ipotizzano un nuovo canale di business della criminalità cinese
Circa 125 chili di sigarette di contrabbando, per un totale di 6.500 pacchetti, sono stati sequestrati a Prato nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura diretta dal procuratore Luca Tescaroli. L’operazione, condotta dalla Guardia di Finanza, punta a ricostruire un possibile nuovo canale illecito legato al traffico di tabacchi lavorati esteri.
L’attività investigativa ha portato, il 7 settembre, all’individuazione di due cittadini cinesi di 49 e 58 anni, sorpresi mentre caricavano nel bagagliaio di un’automobile undici colli di notevoli dimensioni. Secondo la ricostruzione degli investigatori, i due avrebbero successivamente trasportato e scaricato la merce presso l’abitazione di uno degli indagati.
I primi controlli hanno permesso di scoprire all’interno dei colli numerose stecche di sigarette prive dei contrassegni previsti dai Monopoli di Stato. Gli accertamenti sono stati quindi estesi all’abitazione nella quale erano in corso le operazioni di scarico.
All’interno dell’immobile sono stati rinvenuti altri scatoloni contenenti ingenti quantità di sigarette della stessa tipologia, anche queste prive dei contrassegni previsti dalla normativa. Complessivamente sono finiti sotto sequestro circa 6.500 pacchetti, riconducibili sia a conosciuti marchi internazionali sia a produttori cinesi i cui prodotti, secondo quanto accertato, non vengono normalmente commercializzati in Italia.
L’ipotesi degli investigatori è che le sigarette siano state prodotte in una fabbrica clandestina di tabacco situata all’estero e successivamente introdotte illegalmente nel territorio italiano. La merce sarebbe stata destinata al rifornimento di diversi locali e acquirenti presenti nel Paese.
Gli accertamenti potrebbero inoltre aver fatto emergere un nuovo canale di business riconducibile alla criminalità cinese, caratterizzato da modalità operative considerate in parte differenti rispetto ai fenomeni di contrabbando già individuati in passato. Secondo gli inquirenti, l’indagine rappresenterebbe così un ulteriore elemento della diversificazione degli interessi della criminalità di matrice cinese.
Particolare attenzione è stata dedicata anche alla composizione delle sigarette sequestrate. Le analisi effettuate avrebbero infatti evidenziato la non conformità dei prodotti ai parametri stabiliti dalla normativa, facendo emergere anche possibili rischi per la salute dei consumatori.
Le indagini sono state condotte con il supporto dei militari del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Prato. Il sequestro è stato eseguito, in particolare, dagli uomini della Sezione Antiterrorismo - Pronto Impiego del Gruppo della Guardia di Finanza di Prato.














