Picchiato e minacciato per un'estorsione da 3.500 euro: imprenditore denuncia, tre arresti
Tre denunce ai carabinieri, due arresti e un domiciliari. L'estorsione dopo il tentato furto dei mezzi agricoli.

Per un imprenditore agricolo di Sannicandro di Bari la scelta è stata quella di denunciare: le continue violenze e intimidazioni, messe in atto nel tentativo di costringerlo a pagare un'estorsione da 3.500 euro, erano diventate insopportabili. Una decisione, quella di denunciare, ormai inevitabile, nonostante la paura e il clima di isolamento che hanno accompagnato l'intera vicenda.
Le aggressioni sarebbero iniziate nel dicembre 2025. In un primo episodio, l'uomo sarebbe stato colpito con un ombrello davanti a un fruttivendolo di Noicattaro. Poco dopo, gli aggressori lo avrebbero raggiunto persino all'interno della sua abitazione, dove lo avrebbero picchiato con una mazza sotto gli occhi della moglie e delle figlie. Violenze inaudite che non si sarebbero fermate. A metà aprile - ha spiegato “la Repubblica” - due delle tre persone finite sotto indagine avrebbero nuovamente minacciato l'imprenditore con frasi del tipo: “Glielo dobbiamo far capire meglio dandogli un colpo in testa” oppure “Gli devo sparare in testa io”.
Un'ulteriore aggressione si sarebbe verificata alcune settimane dopo, quando l'imprenditore sarebbe stato tamponato volontariamente per costringerlo a fermarsi. Una volta sceso dal veicolo, uno degli aggressori lo avrebbe colpito al braccio sinistro con un'accetta, intimandogli ancora una volta di consegnare il denaro. La vittima ha raccontato agli investigatori di aver vissuto per mesi nel timore che potesse accadere qualcosa ai propri familiari. “Avevo paura a lasciare sola mia moglie e le mie figlie. La più grande - ha spiegato - va a scuola in pullman e avevo paura anche per questo”.
Nonostante il clima di intimidazione, l'imprenditore ha scelto di non cedere alle richieste estorsive e ha presentato tre denunce ai carabinieri della Compagnia di Modugno. Le indagini hanno portato all'arresto di Francesco Ruggiero, 46 anni, e Luca Virgilio, 44 anni, entrambi condotti in carcere, mentre Saverio Ruggiero, 36 anni, fratello del primo, è stato posto agli arresti domiciliari su disposizione del gip Nicola Bonante.
Sempre secondo quanto riferito dall'imprenditore di Sannicandro di Bari, la richiesta di denaro sarebbe arrivata dopo un tentativo fallito di rubare alcuni mezzi agricoli della sua azienda. L'imprenditore ha spiegato agli investigatori che, nella zona, esisterebbe un sistema ormai noto: i mezzi vengono sottratti e, successivamente, viene chiesto denaro ai proprietari per ottenerne la restituzione, soprattutto durante il periodo della raccolta delle olive. Un meccanismo che costringerebbe molti agricoltori a pagare il cosiddetto “cavallo di ritorno” pur di poter continuare a lavorare.
Fonte: La Repubblica














