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Palermo, torna la pressione mafiosa: paura e racket tra Sferracavallo e Mondello

AMDuemila

Dopo gli spari contro la sede della Sicily by Car, commercianti e imprenditori avrebbero ricevuto richieste estorsive 

La pressione mafiosa nella zona occidentale di Palermo torna a ripresentarsi, in particolare a Sferracavallo e nell’area che comprende Mondello, Partanna Mondello e San Lorenzo-Tommaso Natale. Gli investigatori stanno interpretando le recenti intimidazioni come il segnale di una rinnovata strategia mafiosa finalizzata a riaffermare il controllo del territorio, in cui una nuova generazione di Cosa nostra starebbe tentando di farsi spazio attraverso le tradizionali intimidazioni che accompagnano le dinamiche del racket.

Alcune intercettazioni contenute nel provvedimento di fermo emesso dalla procura nel febbraio dell’anno precedente nei confronti di 181 persone ritenute legate a Cosa nostra -  come ha ricordato Repubblica - sembrano poter confermare questa direzione. All’interno di quelle conversazioni finite agli investigatori, alcuni esponenti del mandamento di Partanna Mondello parlavano della necessità di tornare a usare la violenza per rilanciare il pizzo nel territorio di competenza.

Anche i recenti episodi intimidatori che si sono verificati tra San Lorenzo e Sferracavallo sono stati interpretati come possibili segnali di una rinnovata pressione estorsiva. Dopo i colpi di kalashnikov esplosi il 21 marzo contro la sede della Sicily by Car in via San Lorenzo, diversi commercianti avrebbero ricevuto richieste di denaro riconducibili al racket del pizzo. In alcuni casi, le somme sarebbero state presentate come un generico “pensiero per la Pasqua dei carcerati”. A un imprenditore titolare di un noto locale della zona sarebbe invece stata avanzata una richiesta di diecimila euro.

In qualche modo, il recente maxi blitz che ha colpito il mandamento di San Lorenzo-Tommaso Natale potrebbe aver contribuito a modificare gli equilibri interni di Cosa nostra nella zona occidentale della città. I numerosi arresti eseguiti nei confronti di esponenti storici potrebbero aver spinto alcuni soggetti rimasti in libertà a tentare di approfittare del vuoto che si è creato dopo il blitz, cercando di aumentare la propria autonomia criminale e il proprio spazio operativo.

Nel frattempo, Addiopizzo ha rivolto un appello agli operatori economici della zona invitandoli a condividere informazioni, segnali e sospetti riconducibili al racket delle estorsioni: “Contattateci anche soltanto per condividerci sensazioni, segnali e informazioni che possano essere riconducibili al racket delle estorsioni”. 
 
Fonte:
la Repubblica

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