Mafia-Appalti, Carbone: dossier divenuto dogma che "chiude il coperchio" sulle stragi

Il dossier “mafia-appalti” è stato trasformato in una “religione”: quel “rapporto investigativo su intrecci tra Cosa nostra, politica e grandi opere, è stato lentamente elevato a dogma” e adottato come “chiave unica di lettura delle stragi del 1992”; si tratta di un “totem rassicurante, perché parla di soldi, gare truccate, interessi economici”.
Ma basta tutto questo a spiegare le stragi di Capaci e via d’Amelio?
L’ultima analisi del criminologo forense Federico Carbone, pubblicata su Dark Side, porta ad un’unica risposta: assolutamente no.
“Se trasformiamo mafia‑appalti in una religione civile che spiega tutto, rischiamo paradossi giudiziari e storici. Lo ha spiegato con brutale chiarezza Attilio Bolzoni: se davvero tutto ruotasse attorno alla gestione del rapporto ROS sugli appalti, fino a diventare la matrice unica delle stragi, si dovrebbero ridiscutere persino ruoli di protagonisti come Giuseppe Graviano, indicato quale figura centrale nella strage di via d’Amelio.
Non è soltanto una questione di responsabilità individuali. È il quadro a cambiare: se il ‘movente’ viene collocato esclusivamente dentro una guerra per i lavori pubblici, si scolorano la dimensione eversiva, i segnali lanciati allo Stato, il contesto internazionale, le interferenze di servizi e strutture para‑statali che in quegli anni – lo sappiamo dai dossier su Gladio, dalla trattativa Stato‑mafia, dalle stesse carte di Caltanissetta – erano tutt’altro che spettatori”.
E finché non si sarà fatta piena luce sulle entità esterne a Cosa nostra e "qualcuno pronuncerà le parole 'mafia‑appalti spiega le stragi', il sospetto sarà inevitabile: più che cercare la verità, sta cercando di chiudere il coperchio".
Per trovare le risposte, ha scritto Carbone, è necessario “guardare in faccia i rapporti ibridi fra pezzi istituzionali e criminalità organizzata” e svelare le “convenienze di élite politiche, economiche e mafiose”.
Una lettura, questa, che non sembra interessare alla Procura di Caltanissetta guidata da Salvatore De Luca: i pm nisseni continuano a sostenere che “mafia‑appalti” è una “sicura concausa della strage di via d’Amelio e, in misura minore, di quella di Capaci collegandolo al crocevia fra interessi mafiosi, politici ed economici”.
“Nel frattempo, reparti speciali dell’Arma e una parte della politica hanno assunto quel dossier come paradigma esplicativo generale, il ‘paradigma Mori’: tutto passa da lì, tutto nasce da lì, tutto si esaurisce lì. È a questo salto di qualità – dal dato alla fede – che la gip Graziella Luparello ha dato un nome preciso”: approccio “mistico” e scelta “miope”.
Come ha descritto Carbone “chiamare ‘mistico’ l’approccio che fa di mafia‑appalti la spiegazione totale delle stragi non è un eccesso retorico. È una diagnosi giudiziaria e criminologica precisa: si rimprovera a quell’impostazione di trasformare un filone investigativo in un atto di fede, immunizzato dal controllo critico, usato per chiudere anziché per aprire domande.
Non è possibile ridurre tutto a questo, e necessario vedere oltre.
Ecco perché “ha respinto la richiesta di archiviazione sui mandanti esterni, ordinando 43 ulteriori approfondimenti: da Gladio alle vecchie indagini di Falcone sul delitto Mattarella, fino all’aereo che avrebbe sorvolato Capaci il giorno della strage”.
E poi ci sono “le ammissioni sul ruolo dei servizi alleati in Italia, i documenti che mostrano come la Sicilia fosse da decenni una piattaforma strategica contesa, dalla guerra fredda alla stagione di Tangentopoli”; “le bombe del 1992 non esplodono in un vuoto geopolitico o istituzionale”.
E poi c’è la “pista nera”: la stessa procura di Caltanissetta “mentre difende la centralità del dossier appalti, ammette che una collaborazione fra Cosa nostra e formazioni dell’estrema destra eversiva – Avanguardia Nazionale di Stefano Delle Chiaie e altri ambienti – è sul tavolo della discussione, specie per la strage di Capaci”.
Per questo, come scritto dal criminologo, “l’unico modo per non tradire Falcone e Borsellino è continuare a tenere insieme le loro piste: quella degli appalti, quella dei rapporti internazionali, quella degli apparati infedeli".
Fonte: Dark Side
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