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L'Italia affonda nella classifica dei servizi segreti: Paese con molta corruzione e nepotismo

Luca Grossi

L’Italia si colloca al quindicesimo posto, a pari merito con Belgio e Repubblica Ceca, nella prima classifica dei servizi segreti europei stilata dalla rivista francese L’Express. "Roma - si legge sull’Express - ha una cattiva reputazione tra gli spioni". "Non hanno alcuna cultura dell’intelligence", afferma un ex ufficiale della Cia. Il settimanale racconta: "Negli anni Duemila i quadri della Dgse avevano, secondo nostre informazioni, il divieto di parlare ai loro confratelli transalpini, dopo che il loro servizio segreto ha lasciato circolare dei documenti falsi sulla volontà dell’Iraq di procurarsi dell’Uranio in Niger". "Si tratta di un Paese dove c’è molto nepotismo, corruzione", aggiunge un’esperta della Cia, pur segnalando alcuni feedback più recenti di miglioramento. Unica nota positiva riconosciuta: l’esperienza in Africa del Nord. "Se volete sapere che succede in Libia, bisogna chiedere agli italiani", dice un ex direttore di uno dei servizi segreti del Benelux. 
La classifica, come riporta sempre Express, è stata elaborata da una giuria di sessanta professionisti dell’intelligence provenienti da venticinque Paesi, tra cui 18 capi o ex responsabili di servizi, oltre a rappresentanti della Cia e del Mossad. L’Express ha pubblicato il primo palmarès delle agenzie di spionaggio europee il 29/07/2026 alle 17:00, firmato da Etienne Girard, Alexandra Saviana e Elsa Trujillo. In testa si trova il MI6 britannico, con quartier generale a Vauxhall Cross a Londra. Blaise Metreweli guida i servizi segreti esteri del Regno Unito. Un punto di forza è stato il reclutamento di talpe ben piazzate negli entourage di nazioni straniere, sullo stile americano. Operazioni segnalate in Russia e, si dice, in Cina, Turchia o Iran, dove fino al 2019 è stato manipolato il viceministro della Difesa Alireza Akbari. "Gli inglesi hanno questa capacità di giocare a lungo termine, a scommettere su alcune fonti a dieci anni, un po’ alla russa. Hanno il gusto dei colpi sporchi", commenta un ex dirigente del Dgse. Secondi i francesi del Dgse. "Si tratta dell’unico servizio segreto dell’Europa continentale con una portata quasi mondiale", afferma un ex quadro dell’intelligence polacca, sottolineando i forti legami con l’Africa. Nel giugno del 2023, grazie a quella rete, seppero prima di altri che Evgenij Prigozin, fondatore della Wagner, stava tentando un colpo di Stato contro Vladimir Putin. Terzi i Paesi Bassi. "Hanno il migliore ritorno sull’investimento che fanno. Hanno il bilancio più irreprensibile e ispirano fiducia", spiega Jorge Silva Carvalho, ex direttore dell’intelligence portoghese. Dal 2020 ospitano il Centro europeo sull’informazione anti-terrorismo. Quarta l’Ucraina, valorizzata per innovazione, ingegnosità e propensione al rischio, come negli omicidi mirati di alti funzionari russi. "Hanno dimostrato la loro capacità a mossadizzarsi", osserva l’attuale direttore di uno dei servizi segreti europei. Quinti i tedeschi del Bnd, il Bundesnachrichetdienst, apprezzati per le analisi metodiche. Seguono i servizi nordici, forti nell’intelligence tecnologica: Svezia, Norvegia, Estonia (eccellente sul cyber) e Danimarca, che ha vissuto un momento di gloria quando l’agente Morten Storm si infiltrò in Al Qaeda. Tra loro anche la Finlandia, che punta sull’iper-vigilanza dei cittadini comuni nel individuare spie russe. Nona la Polonia. "Fa parte di questi Paesi i cui servizi segreti sono strumentalizzati politicamente. Questo spinge i partner alla moderazione", dichiara un dirigente europeo dell’intelligence. Dodicesima la Spagna, di cui si riconoscono capacità sull’America Latina, sul Marocco e contro il terrorismo, anche se l’uso degli spioni "non convince". Giudizi negativi riguardano l’Ungheria (dove il governo Orban, secondo il giornale, ha strumentalizzato l’apparato di spionaggio per 16 anni, con un piano svelato a ottobre dello scorso anno di spiare le istituzioni europee), oltre a Bulgaria e Slovacchia. 

Fonte: Express 

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