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Il libro di Elena Basile alla Camera, Scarpinato: ''L'Occidente ha perso legittimazione''

Giuseppe Cirillo

Alla presentazione del libro “Approdo per noi naufraghi” anche Stefania Ascari e Fiammetta Cucurnia 

Sono abituata all’analisi, mi informo e ho una certa onestà intellettuale”. Ha messo le cose in chiaro l’ex ambasciatrice Elena Basile durante la presentazione del suo ultimo libro “Approdo per noi naufraghi”, edito da Piper First. Lo ha fatto precisando ciò che non dovrebbe apparire così scontato: chi prova a rompere lo schema voluto dalla narrazione mediatica dominante viene immediatamente indicato come “filo putiniano”. Spiegando il dissenso e la crisi di valori che sta travolgendo l’Occidente, forse come non avveniva da molto tempo, e questo è un altro dato che preoccupa parecchio, l’incontro a cui hanno partecipato, oltre a Elena Basile, anche Stefania Ascari e Roberto Scarpinato del M5S, ha spinto anche a porsi una domanda: esiste ancora uno spazio per chi contesta la narrazione dominante senza essere subito marchiato come nemico, traditore o propagandista?

A introdurre il dibattito è stata la giornalista Fiammetta Cucurnia, che ha raccontato il proprio incontro con il libro partendo dal titolo. La parola “naufraghi” - ha spiegato Cucurnia - le ha restituito un senso di appartenenza: “Sono io quel naufrago. Siamo tutti noi naufraghi. Naufraghi in casa nostra, eppure in terra straniera”.

Basile ha proseguito sostenendo che oggi viviamo in una realtà “distopica”. Criticando apertamente il ruolo della NATO e dell’Unione Europea nel conflitto russo-ucraino, ha affermato che troppo spesso “la stampa abitua alle menzogne”. Secondo l’ex ambasciatrice, questo avrebbe contribuito a creare un clima in cui il dibattito pubblico, ormai fortemente polarizzato, fatica ad accettare posizioni diverse da quelle dominanti. Da qui anche la critica all’attuale assetto dell’Unione Europea, definita da Basile una “costruzione bizzarra”.




Gli europeisti non sono europeisti”, ha spiegato, sostenendo che il modello europeo abbia tradito l’idea originaria di un’Europa sovranazionale, solidale e realmente unita. Per questo motivo, nel suo libro, Basile prova a recuperare “gli ideali iscritti nelle nostre Costituzioni” e l’idea di un ordine internazionale fondato sul multilateralismo.

Duro anche l’intervento del già magistrato Roberto Scarpinato, oggi senatore del Movimento 5 Stelle, che ha parlato di “mafiosizzazione del potere” a livello globale. “Quando non ci sono più regole e limiti all’esercizio del potere, il potere si clanizza”, ha spiegato l’ex magistrato, ricordando che il mondo si trova a vivere una fase di “intermezzo”, in cui il vecchio ordine internazionale sarebbe ormai collassato, mentre il nuovo non è ancora nato.

“Questo significa che quando non ci sono le vecchie regole e non ci sono nemmeno le nuove, non ci sono più limiti all'esercizio del potere. In assenza di regole e di limiti del potere, questo si mafiosizza. Diventa cioè abuso sistematico del potere da parte di chi ha la forza di imporre la sua volontà nei confronti di coloro che non hanno la capacità di reagire”. 

In questo contesto, Scarpinato ha accusato apertamente l’Occidente di aver perso “la legittimazione morale e politica per autorappresentarsi come difensore del diritto internazionale”.

Così, nel suo lungo intervento, ha denunciato “doppi standard” occidentali, poi confluiti nelle sanzioni contro la Federazione Russa ma non contro Israele.

approdo per naufraghi

Tutto questo, in un contesto ormai nemmeno troppo velato di un’Europa subordinata agli interessi degli Stati Uniti. È a questo punto che l’attuale crisi geopolitica che stiamo vivendo non sarebbe altro che il brutale risultato della rottura dell’asse energetico tra Europa e Russia. “Hanno sabotato il gasdotto che portava fisicamente il gas russo. Fine”, ha puntualizzato, descrivendo il conflitto in Ucraina come parte di una strategia ben più ampia per ridefinire gli equilibri mondiali.

Nel corso della presentazione è intervenuta anche la deputata Stefania Ascari, che non solo ha rivendicato il grande valore del confronto pubblico, ma anche quello della partecipazione politica. Per fare questo, e farlo bene e con consapevolezza, bisogna innanzitutto informarsi.

Informarsi è un dovere, magari leggendo i libri di Elena Basile e non solo. Occorre iniziare a essere consapevoli che se non ci interessiamo della politica, è la politica che si interessa a noi. E allora subiamo delle decisioni, subiamo il fatto che l'Italia sia complice di un genocidio, lo subiamo - ha sottolineato Ascari - perché abbiamo omesso, inconsapevolmente, con la nostra indifferenza, di occuparci della politica e abbiamo delegato persone che non ci rappresentano”.

Del resto, le contromisure verso la consapevolezza di massa e la libera informazione sono sotto gli occhi di tutti: “Si tenta di zittire, criminalizzare chi parla di pace, diritto internazionale, diritti umani”, ha precisato la deputata del M5S, denunciando quella che ha definito una “macchina del fango” contro le voci critiche.

La parlamentare ha poi concluso sostenendo che “alla base della guerra non c’è mai alcun principio ammirevole” e che “la violenza arriva sempre dove non arrivano le parole”, ribadendo la necessità di mantenere aperti spazi di discussione e dissenso. 

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