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Grazia per Nicole Minetti: gli accertamenti incompleti della procura generale di Milano

AMDuemila

La Procura generale di Milano ha ribadito il parere positivo sulla grazia concessa a Nicole Minetti, ma gli accertamenti integrativi disposti dopo le segnalazioni del Quirinale presentano significative limitazioni. Non è stata inviata alcuna rogatoria alle autorità uruguaiane nonostante le richieste formulate tramite Interpol. Di conseguenza, sono rimasti incompleti diversi approfondimenti su aspetti patrimoniali, sul registro delle adozioni e sull’audizione diretta di testimoni chiave.
In particolare, non è stata ascoltata Graciela De Los Santos Torres, la massaggiatrice che aveva descritto presunti festini con droga e sesso al locale “Gin Tonic” di Punta del Este e si era dichiarata disponibile a testimoniare davanti ai magistrati italiani. Allo stesso modo, non è stata interrogata la cittadina americana che nel febbraio 2025 aveva denunciato ai carabinieri un presunto giro di escort presso l’hotel milanese “Casa Cipriani” coinvolgente anche Minetti: la ragazza è stata successivamente indagata per calunnia dopo aver avvertito gli interessati, tra cui l’ex compagno Max Ferruzzi. I due fascicoli acquisiti dalla Procura generale non hanno portato a nuove audizioni.
Nel procedimento adottivo uruguaiano è tuttora in corso un’indagine interna dell’Instituto del Niño y Adolescente dell’Uruguay (Inau). Emerge inoltre che una coppia aveva seguito un percorso preadottivo di circa due anni e si era dichiarata disponibile all’adozione prima dell’assegnazione definitiva alla coppia italiana, elemento non menzionato nel parere della Procura generale.
Nonostante queste lacune, la Procura generale ha confermato il proprio orientamento favorevole. Nella relazione consegnata al ministro della Giustizia Carlo Nordio, e da questi trasmessa al Quirinale, i magistrati milanesi – guidati dalla procuratrice Francesca Nanni – sostengono che non risultano a carico di Minetti e del compagno Giuseppe Cipriani segnalazioni di reato, pendenze giudiziarie o coinvolgimenti in indagini né in Uruguay né in Spagna.
Secondo gli accertamenti svolti, nel ranch “Gin Tonic” a Punta del Este non si sarebbero svolti festini con droga ed escort: ma a sostenerlo sono otto “amici di famiglia” della coppia, ascoltati sia in indagini difensive sia dai carabinieri: le loro dichiarazioni hanno portato i magistrati a ritenere smentite le notizie di stampa su presunte feste a luci rosse. È stato inoltre confermato il grave quadro clinico del minore adottato, in cura al Boston Children’s Hospital, con necessità della presenza costante della madre per controlli e terapie, oltre ai consulti avvenuti a Cleveland, New York e in Italia con medici di Padova e del San Raffaele.
Sul fronte dell’adozione, riconosciuta dal Tribunale per i minorenni di Venezia, la Procura ha escluso irregolarità: il legale deceduto carbonizzato in Uruguay era il difensore del figlio e non dei genitori naturali, sulla sua morte non esistono ipotesi di reato e nel percorso adottivo non vi è stata battaglia legale. È stata anche documentata la presenza pressoché stabile di Minetti in Italia da gennaio 2024 per tutto il 2025, coerente con l’attività di volontariato dichiarata.
Il Quirinale, dopo aver preso visione degli articoli del Fatto Quotidiano, aveva a fine aprile 2026 ordinato di riaprire il dossier sulla grazia concessa a metà febbraio. A distanza di oltre un mese, il secondo parere resta favorevole, in attesa della decisione definitiva del presidente della Repubblica.

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