Gratteri critica le norme del Csm sulla comunicazione: ''La gente ha diritto di sapere''
Il procuratore di Napoli Nicola Gratteri ha definito "sperimentale" la conferenza stampa convocata per illustrare un’operazione della Dia coordinata dalla Dda contro il clan dei Casalesi, nell’ambito di indagini su riciclaggio e autoriciclaggio che hanno portato a sequestri per milioni di euro e a diversi arresti. L’incontro con i giornalisti arriva in un momento di tensione sulle nuove indicazioni del Consiglio superiore della magistratura in materia di rapporti tra procure e stampa. Gratteri ha espresso con nettezza la sua contrarietà a una "visione troppo restrittiva dell'informazione", che secondo lui si è accentuata negli ultimi anni, a partire dalla riforma Orlando. "Da anni vedo questa visione restrittiva dell'informazione e la possibilità di informare le persone - ha aggiunto - non è un fatto solo di adesso". Il procuratore ha ricordato di aver già contestato pubblicamente l’approccio del ministro della Giustizia Carlo Nordio: "Nordio parla di "sputtanamento"? Gli ho già chiesto di fare degli esempi". E ha proseguito: "L'anno scorso, due anni fa, il ministro Nordio parlava in Parlamento, ha usato il termine autosputtanamento e gli ho detto: fatemi un esempio di articolo di giornale o di servizio televisivo dove un giornalista ha riportato tra virgolette un'intercettazione che riguardava la vita privata di un indagato, dell'imputato e non ho avuto risposta. Perché perché non c'è, perché non esiste". Per Gratteri l’informazione rappresenta un pilastro democratico alla pari con le forze dell’ordine e la magistratura. "L'informazione è un servizio. La gente ha diritto di sapere cosa accade sul suo territorio. Ha diritto di sapere se quella persona che la mattina incontra al bar o quella persona con cui è andato a cena e non sapeva, ha diritto di essere informata. È un diritto sacro. È previsto dalla Costituzione". Nel corso dell’incontro, il procuratore ha sottolineato i limiti imposti dalla circolare del Csm. Ha spiegato di aver voluto fornire maggiori dettagli sull’operazione – "qual è il livello, come si è giunti agli arresti di stanotte, quali aree sono state interessate" – ma ha constatato le difficoltà del suo collega Michele Del Prete e del direttore della Dia Antonio Galante. "Il direttore della Dia aveva difficoltà a rispondere, proprio perché ha paura e il terrore che poi possa violare questa circolare o questa direttiva". Gratteri ha comunque ribadito la scelta di tenere l’incontro: "Ho fatto questa conferenza stampa perché credo molto nell'informazione".
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