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Democrazia costituzionale, giustizia e pace. Azione Civile presenta la sua proposta politica

AMDuemila

Sabato scorso a Roma, presso il Teatro Flavio, si è tenuto il congresso di Azione Civile, movimento fondato da Antonio Ingroia, ed è stata approvata la proposta programmatica politica che mette al centro lavoro, sanità, democrazia costituzionale, pace e giustizia ambientale. All'assemblea si è anche parlato del Referendum costituzionale, di riforma della giustizia, di difesa dei diritti con gli interventi del direttore Giorgio Bongiovanni, Alex Corlazzoli e la partecipazione di Ismaele La Vardera.

L'idea è quella di dare luogo ad un nuovo Patto Generazionale e il rilancio della Fondazione Spazio Legalità come strumento autonomo di cultura civica, legalità e antimafia a fianco dell’azione politica del movimento.
Di seguito proponiamo ai lettori il testo integrale della Proposta.

 


 

Azione Civile: una proposta politica per il Paese

Cinque pilastri programmatici, patto generazionale, reperimento risorse e rilancio della Fondazione Spazio Legalità

Roma, 14 marzo 2026

Premessa


Azione Civile è davanti a un passaggio di fase: non basta più testimoniare, serve costruire una proposta politica riconoscibile e praticabile. Il Paese vive una crisi sociale e democratica che si manifesta nelle cose concrete — lavoro povero e precario, sanità che arretra, scuola e università sempre più selettive, divari territoriali che si allargano, spazi democratici che si restringono, transizione ecologica senza giustizia sociale, normalizzazione della guerra e del riarmo.

In questo quadro, la Costituzione non è un simbolo da esibire ma una bussola operativa: indica diritti, doveri, priorità, equilibrio dei poteri e giustizia sociale. Su questa base, l’assemblea di Azione Civile — riunita al Teatro Flavio di Roma il 14 marzo 2026 — ha approvato una proposta politica articolata in cinque pilastri programmatici, accompagnata da un Patto Generazionale, da linee chiare di reperimento delle risorse e — come novità significativa — dalla proposta di riattivare la Fondazione Spazio Legalità.


I cinque pilastri della proposta

I. Lavoro, dignità, sicurezza, reddito e diritti
La Repubblica è fondata sul lavoro, ma oggi il lavoro è spesso ricatto, precarietà e impoverimento. La sicurezza sui luoghi di lavoro è una priorità nazionale e un indice reale di civiltà. La proposta prevede: salario minimo legale e rafforzamento dei contratti collettivi; limiti stringenti alla precarietà e agli abusi contrattuali; più ispettori, controlli e formazione obbligatoria per la sicurezza; contrasto al lavoro nero e grigio; un piano per l’occupazione utile nei settori strategici del territorio, dell’edilizia scolastica e della riconversione ecologica.

II. Sanità pubblica, istruzione, welfare della cura
Il welfare non è un costo: è la spina dorsale della cittadinanza e dell’uguaglianza sostanziale. La proposta include: rifinanziamento strutturale del Servizio Sanitario Nazionale, stop alla privatizzazione strisciante e riduzione delle liste d’attesa; scuola e università come ascensori sociali reali, con borse, alloggi e contrasto alla dispersione; disabilità e non autosufficienza come priorità costituzionale, con livelli essenziali garantiti e tutela dei caregiver.

III. Democrazia costituzionale, legalità, diritti civili e sociali
La democrazia si difende impedendo che venga svuotata dall’interno, con l’emergenza trasformata in metodo di governo e la sicurezza usata come strumento di controllo permanente. La proposta tutela il diritto di manifestare e dissentire, contrasta l’uso distorto della retorica securitaria, difende la libertà di informazione contro intimidazioni e restrizioni.

IV. Pace e ripudio della guerra
Il ripudio della guerra è una scelta politica concreta, non un richiamo cerimoniale. La proposta respinge la normalizzazione del riarmo come orizzonte obbligato, pone al centro la diplomazia e il diritto internazionale, e orienta la politica estera verso la sicurezza comune e la protezione dei civili — non verso la guerra permanente.

V. Ambiente con giustizia sociale
La transizione ecologica o è giusta o diventa un’altra forma di disuguaglianza. La proposta sostiene lo sviluppo delle rinnovabili e delle comunità energetiche, la mobilità pubblica, la tutela del suolo e dell’acqua, la prevenzione del dissesto idrogeologico, e il principio che chi inquina e specula deve pagare, proteggendo famiglie e lavoratori.


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L'intervento di Ismaele La Vardera
  

La questione generazionale: il Patto Generazionale

La questione giovanile non è un capitolo aggiuntivo: è l’asse che misura la credibilità politica. Senza futuro per i giovani non esiste futuro per la democrazia. Il Patto Generazionale si articola in sei impegni fondamentali: fine della precarietà come destino con regole che rendano conveniente l’assunzione stabile; diritto alla casa e all’autonomia di vita con un piano nazionale per l’abitare; diritto allo studio reale con borse adeguate e contrasto alle disuguaglianze territoriali; partecipazione reale e formazione di nuova classe dirigente con canali stabili e percorsi concreti; transizione ecologica come lavoro buono e futuro sociale; diritti digitali e protezione dalle nuove forme di manipolazione, con accesso universale alla rete e tutela dei dati personali.

Coperture finanziarie e reperimento delle risorse
La proposta non è una lista di desideri: si fonda su priorità politiche e fonti di finanziamento chiare. Le risorse esistono, ma oggi vengono assorbite da evasione ed elusione fiscale, corruzione e sprechi, e da una spesa militare in crescita che sottrae fondi a sanità, scuola, lavoro e territorio. Le principali linee di finanziamento identificate sono:

Lotta vera all’evasione e all’elusione fiscale attraverso piano strutturale, incrocio dati e digitalizzazione, con recupero di gettito diretto a finanziare servizi sociali essenziali.
Stop ai condoni e alle sanatorie permanenti, sostituiti da equità, semplificazione e certezza del diritto.
Contrasto a corruzione e sprechi nella spesa pubblica: trasparenza, tracciabilità, revisione delle opere inutili o gonfiate.
Riorientamento della spesa: meno riarmo, più diritti sociali. La crescita della spesa militare è una scelta politica, non un dato immutabile.
Fiscalità progressiva e più equa: alleggerire lavoro e pensioni, tassare rendite finanziarie speculative, extraprofitti e posizioni monopolistiche.

La Fondazione Spazio Legalità: uno strumento autonomo al servizio dell’azione politica
Accanto ai cinque pilastri programmatici, al Patto Generazionale e alle linee di copertura finanziaria, l’assemblea ha posto all’ordine del giorno una proposta di valore strategico: l’attivazione — o riattivazione — della Fondazione Spazio Legalità, fondata nel 2012 da Antonio Ingroia.

La scelta non è casuale né accessoria. Una fondazione, per la sua natura giuridica e istituzionale, opera in modo distinto rispetto a un partito o a un movimento politico: non è direttamente coinvolta nelle dinamiche elettorali, non si identifica con una sigla partitica, non è percepita come espressione di una corrente. Questa distanza — tutt’altro che neutralità — è precisamente il suo punto di forza.

La Fondazione Spazio Legalità è pensata per agire su terreni specifici dove la presenza di Azione Civile, pur necessaria, rischia da sola di non raggiungere fasce di cittadini che diffidano della politica organizzata. In particolare, tre sono i campi di intervento privilegiati:

La giustizia e l’indipendenza della magistratura — temi al centro del dibattito nazionale, soprattutto nell’anno del referendum costituzionale sulla separazione delle carriere e sulle riforme dell’ordinamento giudiziario. La fondazione può diventare uno spazio di approfondimento, divulgazione e mobilitazione civile su questi temi, senza le sovrastrutture di partito.
L’antimafia come cultura e come pratica — non solo repressione, ma educazione alla legalità, memoria, presidio dei territori. Un ambito che richiede continuità, autorevolezza e radicamento: caratteristiche proprie di uno strumento fondativo autonomo, capace di raccogliere intorno a sé magistrati, avvocati, giornalisti, insegnanti, associazioni del territorio e semplici cittadini.
La giustizia sociale come cornice etica — il nesso tra legalità e uguaglianza sostanziale, tra diritti negati e illegalità strutturale, tra criminalità economica e impoverimento delle comunità. Un terreno dove la fondazione può costruire ponti tra mondi diversi: il mondo del diritto, quello del lavoro, quello della cittadinanza attiva.

La Fondazione Spazio Legalità non sostituisce Azione Civile: la affianca. Lavorano su livelli diversi, con strumenti diversi, verso obiettivi complementari. Dove il movimento fa politica in senso stretto — programma, organizzazione, rappresentanza — la fondazione fa cultura civica, presidio della legalità e costruzione di consapevolezza collettiva. Insieme formano un dispositivo più efficace, capace di intercettare energie e persone che la politica partitica da sola non riesce a raggiungere.

In un Paese in cui la fiducia nelle istituzioni è ai minimi storici e la disillusione verso i partiti è strutturale, avere uno strumento culturale autonomo, riconoscibile e autorevole è una risorsa preziosa. La Fondazione Spazio Legalità, rilanciata in questa fase, può diventare il luogo in cui l’impegno civico incontra la memoria giudiziaria, la lotta alle mafie e la difesa dei diritti: un laboratorio aperto, non settario, capace di attrarre intellettuali, professionisti, giovani e cittadini attivi che non si riconoscono nella politica corrente ma cercano spazi di partecipazione autentica.

Roma, 14 marzo 2026 — Assemblea di Azione Civile, Teatro Flavio