Caso Bayesian, Carbone: corpi fuori posto, casseforti e dati riservati scomparsi
Il punto del criminologo forense su ‘Dark Side’ e ‘Il Giornale d’Italia’
Il 19 agosto 2024, alle prime luci dell’alba, il Bayesian – superyacht a vela di 56 metri varato da Perini Navi – cola a picco in una manciata di minuti al largo di Porticello, a meno di un miglio dalla costa palermitana. Sette le vittime: il magnate Mike Lynch (in foto), la figlia diciottenne Hannah, i coniugi Jonathan e Judy Bloomer, i coniugi Chris e Neda Morvillo e il cuoco di bordo Recaldo Thomas. Quindici i superstiti. Ricordiamo che Lynch non era un imprenditore qualsiasi. Dopo la discussa vendita di Autonomy, nel 2011, aveva cofondato Darktrace, azienda di cybersecurity che vedeva nel Cda la presenza di ex ufficiali del MI5, del GCHQ e persino membri dei servizi americani e israeliani.
A due anni esatti dalla tragedia, nell’agosto 2026, "la vicenda è ben lontana dall’essere archiviata, tanto sul piano tecnico quanto su quello giudiziario", ha scritto Federico Carbone su Dark Side. Il relitto è a terra dal giugno 2025. Le perizie si trascinano. Le indagini della Procura italiana e quelle di sicurezza del MAIB britannico "continuano a viaggiare su binari paralleli e non comunicanti", mentre una sequenza di elementi operativi, informativi, medico-legali e comportamentali "continua a produrre dissonanze stridenti". Secondo il criminologo, "questo non è un pezzo di colore. È una lettura criminologica e investigativa di un evento che, per complessità tecnica, profilo strategico delle vittime e gestione postuma, ha oltrepassato da tempo i confini del banale sinistro marittimo". Nel registro degli indagati restano il comandante James Cutfield, l’ufficiale di macchina Tim Parker Eaton e il marinaio di guardia Matthew Griffiths. Il termine delle indagini preliminari è fissato a febbraio 2027. "Sotto il profilo criminologico, questa divaricazione non è un dettaglio accademico", ha sottolineato Carbone. "Nei casi ordinari, man mano che il relitto restituisce evidenze fisiche, indagine tecnica e penale convergono verso una verità materiale condivisa. Qui accade l’opposto". Un capitolo cruciale resta privo di risposte convincenti: dove e come sono stati trovati i corpi. Il Bayesian giaceva sul fondale adagiato sul fianco di dritta. I sei corpi recuperati all’interno si trovavano tutti nelle cabine del lato sinistro, la parte dello scafo rimasta più in alto, dove si erano concentrate le ultime sacche d’aria. "Un comportamento istintivo e coerente: chi è cosciente cerca la salvezza muovendosi verso l’alto", ha spiegato il criminologo. Ma emergono anomalie: cinque corpi sono stati individuati all’interno della medesima cabina, non in quelle rispettivamente assegnate. Hannah Lynch è stata recuperata nella terza cabina dello stesso lato, incastrata dietro i mobili. Il cuoco Recaldo Thomas è stato l’unico trovato all’esterno.
I riscontri autoptici eseguiti all’Istituto di Medicina Legale del Policlinico di Palermo hanno certificato, per almeno quattro vittime, la totale assenza di acqua nei polmoni, nella trachea e nello stomaco. "Morte da confinamento, o annegamento atipico: le vittime sono rimaste vive all’interno delle sacche d’aria finché l’ossigeno non è stato saturato dall’anidride carbonica. Nessun trauma da impatto", ha scritto Carbone. Significa che la morte non è stata immediata. C’è stato un intervallo di sopravvivenza residuale. "Non risulta che tale manovra sia stata tentata nelle prime ore", ha aggiunto, riferendosi all’insufflaggio di aria compressa. I corpi sono stati estratti tra il 21 e il 23 agosto. Il 9 maggio 2025, durante i lavori preliminari per il recupero del relitto, perde la vita Rob Cornelis Maria Huijben, sommozzatore olandese di 39 anni. Lavorava a 50 metri di profondità, impegnato nel taglio del boma con una lancia termica. "Liquidare l’episodio come una tragica fatalità sul lavoro è un errore di prospettiva", ha affermato Carbone.
L’operazione avveniva su un reperto giudiziario internazionale
“Se guardiamo il quadro più ampio, però, la vera domanda è perché, proprio mentre il cuore tecnologico dell’universo Lynch – Darktrace – veniva silenziosamente portato via da un fondo americano con un’operazione cash da oltre 5 miliardi di dollari, l’uomo che aveva costruito quell’ecosistema di AI e cybersicurezza scompare in un naufragio pieno di zone d’ombra”, ha detto il criminologo in un’intervista a ‘Il Giornale d’Italia’. “La vicenda delle casseforti e dei supporti informatici mancanti, cioè di ciò che non sappiamo davvero che cosa custodisse quella barca sul piano dei dati sensibili, resta insieme al takeover e alle responsabilità tecniche dell’affondamento uno dei nodi centrali ancora tutti da sciogliere. Finché quei nodi restano chiusi, nessuno può seriamente archiviare il Bayesian come una semplice fatalità meteo”, ha continuato.
Il contenuto delle casseforti
Già nel settembre 2024, ambienti vicini alle indagini avevano segnalato la presenza a bordo di supporti digitali ad altissima crittografia contenenti dati classificati. I testimoni avevano confermato che Lynch, diffidando dei sistemi cloud, custodiva archivi di backup in vani blindati. "Nell’agosto 2026, a oltre un anno dal ripescaggio dello scafo, non esiste alcuno stralcio di comunicazione ufficiale sul destino e sul contenuto di quelle casseforti", ha scritto Carbone sempre su Dark Side. "In criminologia, il silenzio istituzionale prolungato è un elemento probatorio a sé stante". Allargando l’analisi, emergono costanti: compartimentazione dell’informazione tra MAIB e Procura siciliana; controllo e rarefazione della narrazione ufficiale; conflitto economico e reputazionale, con The Italian Sea Group che ha promosso cause risarcitorie milionarie. "Il caso Bayesian presenta tutte le caratteristiche dei sinistri ad altissima visibilità dove si incrociano responsabilità penali, risarcimenti colossali, segreti industriali e geopolitici", ha sottolineato Carbone. "Il Bayesian non è più solo un naufragio. È un mosaico opaco in cui si sovrappongono potenziali fallimenti strutturali, scelte umane discutibili, una morte durante il cantiere di recupero avvenuta fuori dalle norme di settore, un quadro autoptico che certifica un’agonia nelle sacche d’aria con anomalie sulla posizione dei corpi, e un segreto inviolabile calato sui beni digitali custoditi a bordo", ha scritto Federico Carbone.
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