
La procuratrice per i minori di Palermo: “Fenomeno preoccupante, grande disattenzione dei genitori e segno che circola tantissima droga”
In Sicilia negli ultimi 12 mesi sono stati registrati ben 31 casi di bambini finiti all’ospedale per aver ingerito sostanze stupefacenti. A riportarlo è La Repubblica. L’ultimo ricovero urgente è avvenuto la scorsa settimana dove al pronto soccorso del Di Cristina è arrivata una coppia con un bambino di due anni in stato soporoso. Il piccolo aveva assunto cannabis. “Un fenomeno preoccupante - ha affermato a La Repubblica Claudia Caramanna, procuratrice per i minorenni di Palermo, che ha competenza su tutto l’Ovest Sicilia - per un verso segno della grande disattenzione da parte dei genitori, dall’altro è il segno che circola tantissima droga”. Nella maggioranza dei casi finiti nelle mani della procuratrice i piccoli che hanno ingerito droga sono figli di consumatori e spacciatori.
“Noi interveniamo velocemente, in modo risolutivo, ma è innegabile che si tratta di situazioni critiche, altamente a rischio”, ha affermato. “Ogni volta che si presenta un nuovo caso, scatta subito il protocollo voluto dalla procura, l’ospedale avverte immediatamente il magistrato di turno, e parte l’indagine della sezione di polizia giudiziaria della procura per i minorenni”. “Si tratta di investigatori specializzati - ha spiegato la magistrata - che si occupano di fare tutte le verifiche necessarie sul nucleo familiare. Obiettivo, è come sempre la tutela dei più piccoli”. Talvolta vengono affidati subito al direttore sanitario, talvolta a un parente. In altri casi, i bambini e mamme sono stati trasferiti in comunità. Caso per caso, c’è da verificare in che situazione si trovano i genitori. “Non esiste una famiglia tipo per queste situazioni - ha spiegato Caramanna - nel tempo ci siamo trovati di fronte a genitori provenienti da contesti di periferia, ma anche del centro città”.
Ovviamente i genitori dei bambini cercano in ogni modo di nascondere il loro consumo o possesso di sostanze stupefacenti in casa. E giustificano gli incidenti con motivazioni assurde. “In ogni caso siamo di fronte a disattenzioni fatali”, ha spiegato la procuratrice.
Lo scopo del protocollo è anche quello di mettere in rete tanti soggetti che si occupano della tutela dei minori: Asp, Comune e terzo settore. “I casi che ci siamo trovati ad affrontare sono peraltro la punta di un iceberg di una situazione preoccupante che sembra in crescita”.
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