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Attentato a Ranucci, Lavitola ai pm: "Non ho idea del movente o chi possa essere stato”

AMDuemila

"Non ho idea del movente e non so chi possa essere stato”.
Valter Lavitola ha respinto con forza ogni addebito nell’inchiesta sull’attentato al giornalista Sigfrido Ranucci, affermando di non avere idea del movente né di chi possa essere l’autore del gesto. Nel corso di dichiarazioni spontanee rese mercoledì 8 luglio davanti ai pm della Procura di Roma, l’imprenditore – accusato di strage come presunto mandante – si è detto "sconcertato", sottolineando i rapporti di "fraternità" che lo legano al conduttore di Report. "Ci vediamo quasi tutti i giorni, le nostre famiglie si frequentano, andiamo a cena spesso. È un’amicizia così stretta che è incompatibile con qualsiasi tipo di movente", ha sostenuto Lavitola, ribadendo quanto già emerso dalle parole dello stesso Ranucci. Riguardo alla sua presenza nella zona di Campo Ascolano, dove sorge l’abitazione del giornalista, circa un mese prima dell’attentato, l’indagato ha spiegato di recarsi spesso lì "a trovare Ranucci". Sul ruolo del suo collaboratore Gomes Clesio Tavares, indicato come presunto intermediario, Lavitola ha chiarito che l’uomo "sta spesso" in Camerun, circostanza verificabile dal passaporto, e che attualmente si trova nel suo Paese d’origine per un affare legato al carbon credit. L’avvocato Sergio Cola, difensore di Lavitola, ha confermato lo stato d’animo del suo assistito entrando in Procura: "Valter Lavitola è sconvolto per le accuse che gli sono state mosse e ciò in ragione dello stretto e fraterno rapporto di amicizia che ha con Ranucci come confermato dallo stesso giornalista". Nel fine settimana i carabinieri hanno eseguito una perquisizione nell’abitazione dell’imprenditore, sequestrando sette pagine di appunti manoscritti, tre cellulari e due pen drive. Il materiale è ora al vaglio degli inquirenti per cercare elementi utili a definire il movente e a ricostruire i contatti tra Lavitola e Ranucci anche nelle settimane successive ai fatti. Al momento, secondo quanto si apprende, la pista legata alle inchieste giornalistiche di Report appare tramontata. L’avvocato Roberto De Vita, legale di Ranucci, ha commentato: "Ranucci è stato vittima di un grave attentato, che ha colpito lui, la sua famiglia, la trasmissione Report e i suoi giornalisti. E qualora si accertasse l’effettivo coinvolgimento di Valter Lavitola, Ranucci sarebbe una seconda volta vittima". Il penalista ha invitato tutti ad attendere gli sviluppi delle indagini, definendo "improvvide" alcune dichiarazioni politiche e ricostruzioni giornalistiche che rischiano di delegittimare il giornalista e la trasmissione. 

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