L’ex faccendiere di Valter Lavitola, sospettato di essere il mandante dell’attentato al giornalista Sigfrido Ranucci, risulta al centro di diversi elementi raccolti dai carabinieri del nucleo investigativo di Roma. Lo riporta il Fatto Quotidiano specificando che sul fronte economico, gli investigatori stanno esaminando i versamenti effettuati da Lavitola al factotum Tavares, unica entrata finanziaria nota del factotum secondo quanto emerso dalle indagini. Particolare attenzione è rivolta alla provenienza del denaro presumibilmente utilizzato per ricompensare i tre arrestati per l’ordigno. Le intercettazioni alla compagna di Tavares hanno inoltre fatto emergere riferimenti a una società, l’unica nominata in tre anni: Urban Vision, la media company specializzata in pubblicità sui cantieri di restauri artistici guidata da Gianluca De Marchi e Fabio Mazzoni.
Proprio De Marchi e Mazzoni furono ospiti, pochi giorni dopo l’attentato, di una cena al Cefalù Bistrò di Lavitola a Roma, alla quale partecipò anche Ranucci. Un incontro che gli inquirenti interpretano come possibile manovra lobbistica per coinvolgere i due imprenditori nel business dei carbon credit. Interpellato, De Marchi ha dichiarato: “Trovai Ranucci e fui contento. Era il giornalista del momento”.
Solo a maggio 2026 Lavitola è entrato formalmente nell’indagine, in seguito a un’intercettazione in cui la compagna di Tavares, Gelsomina Tuorto, citava un “Valter” indicato come datore di lavoro del factotum. Da quel momento gli inquirenti hanno ricostruito i rapporti tra i soggetti. Gli inquirenti hanno ricostruito che l’11 ottobre 2025, il giorno successivo al sopralluogo degli autori materiali dell’attentato presso l’abitazione di Ranucci, Tavares partì dalla provincia di Caserta diretto a Roma, verosimilmente per incontrare Lavitola. Cinque giorni dopo, il 16 ottobre 2025, esplose l’ordigno sotto casa del conduttore di Report a Pomezia. Tra i due ci sarebbero stati 72 contatti telefonici “in chiaro” tra marzo e luglio 2024. Un rapporto emerso casualmente anche attraverso una telefonata del 17 aprile 2024, in cui la compagna del giornalista, già intercettata, si rivolse a Lavitola per raggiungere Ranucci. I comandanti dei nuclei investigativi dei carabinieri hanno sottolineato in un’informativa del 30 maggio 2026 che “Lavitola risulta ricoprire nella vicenda un ruolo di singolare importanza investigativa che necessita dell’approfondimento evidenziato nella presente richiesta”. Un mese dopo l’ex faccendiere è stato perquisito con l’ipotesi di mandante.
Fonte: il Fatto Quotidiano
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