Zelensky sotto assedio: arrestata per corruzione la vice dello staff presidenziale
L’operazione “Forrest Gump” travolge alti funzionari dell’Ufficio del presidente, parlamentari e dirigenti bancari. Nel mirino anche l’ex ambasciatrice negli USA Olga Stefanishyna
Nuova gatta da pelare a Kiev per Volodymyr Zelensky. L’Ufficio nazionale anticorruzione dell’Ucraina (NABU) ha avviato un’operazione speciale contro una presunta organizzazione criminale che coinvolgerebbe parlamentari, sia in carica sia non più in carica, e alti funzionari dell’Ufficio presidenziale, tra cui la vice capa Iryna Mudra. L’operazione è stata denominata “Forrest Gump”.
Mudra è stata immediatamente licenziata da Zelensky e successivamente arrestata con l’accusa di riciclaggio. Il caso sarebbe in qualche modo connesso alla precedente indagine “Mida”, che aveva portato alle dimissioni di Andrii Yermak, il potente braccio destro del presidente. È proprio da allora, a ben vedere, che Zelensky ha iniziato a zoppicare, perlomeno sul fronte del consenso interno, circondato da fedelissimi finiti sotto la lente della magistratura.
Tra le persone menzionate nelle inchieste “Forrest Gump” e “Themis”, oltre alla già citata Iryna Mudra, figurano Viktor Dubovyk, direttore generale della Direzione per le politiche legali presso l’Ufficio del presidente; Olena Ferens, viceministro della Giustizia; l’ex parlamentare Maksym Mykytas; Vadym Stolar, parlamentare in carica; e Vasyl Astion, imprenditore ed ex membro del Consiglio regionale di Dnipropetrovsk.
Nell’elenco dei sospettati figurano inoltre Mykola Hladyshenko, presidente sospeso del consiglio di sorveglianza della banca statale Sense Bank; Oleh Stupak, presidente del consiglio di amministrazione dello stesso istituto; e Liudmyla Snihur, responsabile di un dipartimento della banca. Sono inoltre coinvolti Valentyn Yelizarov, collaboratore di Mykytas e capo di Metrobud LLC, e Mykyta Tarkovskyi, legato a Mykytas. A questi si aggiungono Yehor Merkulov, autista e capo nominale di Mykytas presso Montage Service LLC, e Oleksandr Ostapenko, guardia del corpo di Mykytas e direttore nominale di Philosophy Development LLC.
Troppe, secondo questa ricostruzione, le sbavature nelle nomine governative di Zelensky. Una su tutte, il recente licenziamento di Mykhailo Fedorov dal ministero della Difesa, che ha provocato settimane di proteste nelle strade. A questo si aggiungono le tracce di relazioni fin troppo strette con figure di vertice successivamente finite nel mirino delle autorità anticorruzione ucraine.
Oltre a Mudra, gli inquirenti hanno nel mirino il deputato Vadym Stolar, che non è iscritto al partito di Zelensky, l’ex parlamentare Maksym Mykytas e, stando a quanto riferito da diversi media, i dirigenti della Sense Bank Oleksiy Stupak e Mykola Hladyshchenko, rispettivamente presidente del consiglio di amministrazione e presidente del consiglio di sorveglianza.
Tutti sono accusati, a vario titolo, di aver riciclato 150 milioni di grivna, circa 2,8 milioni di euro, per pagare la cauzione di un imputato dell’operazione “Mida”. Dalle intercettazioni emergerebbe anche il coinvolgimento di Mudra nel tentativo di influenzare l’operato dei dirigenti della Sense Bank, coinvolta nel caso della maxi-corruzione di Energoatom.
Mudra avrebbe inoltre discusso della possibilità di influenzare la selezione dei membri del comitato di controllo civico dell’agenzia. L’ex vice capa dello staff di Zelensky avrebbe infatti affermato che Klymenko – in apparente riferimento al procuratore capo dell’anticorruzione Oleksandr Klymenko – dovrebbe essere sostituito con una persona fedele all’Ufficio del presidente. "Se fosse riconfermato per un secondo mandato, per altri sette anni, saremmo tutti fregati", avrebbe affermato la donna.
Nei guai, in questi giorni, è finita anche Olga Stefanishyna, ex ambasciatrice ucraina negli Stati Uniti, destituita lunedì scorso dal presidente Zelensky. Stefanishyna, ex vice prima ministra ed ex ministra della Giustizia, è stata incriminata per corruzione in Ucraina ed è sospettata di "arricchimento illecito" per un importo di 13,9 milioni di grivne, circa 270mila euro, secondo quanto riportato su Telegram dall’agenzia anticorruzione NABU.
L’accusa riguarda immobili di lusso non dichiarati, la cui proprietà non sarebbe coerente con i redditi ufficialmente dichiarati dall’ex diplomatica, secondo il NABU.
Lunedì Zelensky ha rimosso Stefanishyna dall’incarico di ambasciatrice negli Stati Uniti, posizione che ricopriva dal luglio 2025. La decisione era attesa nell’ambito del rimpasto di governo avviato dal presidente ucraino il mese precedente.
Zelensky non ha ancora annunciato chi sostituirà Stefanishyna a Washington, in un ruolo cruciale per l’Ucraina, che dipende dalle forniture di armi e dalla condivisione di informazioni di intelligence dagli Stati Uniti per continuare a combattere l’invasione russa.
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