Ustica e la fake news su Mattarella, Gracis: ''Scusate, ho commesso un errore''

Il giornalista e autore del post ‘incriminato’: “Non spero in una qualche forma di clemenza, mi assumo ogni responsabilità”
Dopo la polemica sollevata da un post pubblicato sui social media dal giornalista Matteo Gracis, in cui si attribuiva erroneamente al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, la proroga del segreto di Stato sui documenti relativi alla strage di Ustica avvenuta il 27 giugno 1980, è arrivato un comunicato pubblicato da “L’Indipendente” - di cui Gracis è cofondatore - per rettificare il post scritto dal giornalista. Nel suo post pubblicato su X (Twitter), a 44 anni di distanza dalla strage in cui persero la vita 81 persone, il giornalista ha scritto: “E anche oggi è arrivata la consueta dichiarazione del ‘nostro’ presidente della Repubblica sui fatti di Ustica con l’appello sulla mancata verità: ‘Ferita aperta, i Paesi amici collaborino’. Questo ‘signore’ è lo stesso che nel giugno del 2020 ha prorogato di otto anni il segreto di Stato proprio sui documenti relativi al caso Ustica e sapete con quale motivazione? Riporto testuali parole: ‘La verità farebbe male all’Italia’. Vergogna presidente”.
Il post è immediatamente finito nel mirino delle principali testate giornalistiche. Infatti, la vicenda è stata largamente ripresa dal mainstream, che ha utilizzato toni critici, in alcuni casi arrivando anche a parlare di “complottismo” e “putinismo”. Anche l'ufficio stampa del Quirinale è intervenuto per smentire le parole scritte da Gracis. “La notizia è palesemente falsa. Il Presidente della Repubblica non ha alcuna competenza sul segreto di Stato. Il Presidente Mattarella - ha sottolineato l’Ufficio Stampa del Quirinale - non ha mai pronunciato le parole che gli vengono attribuite. E' ignobile e vergognoso far circolare sul web tali menzogne. Il contenuto dei post e dei relativi commenti sono stati segnalati alle autorità competenti per accertare se sussistano estremi di reato”.
Parlando di una “vicenda utilizzata per colpire il giornale”, L'Indipendente ha accusato una certa parte del mainstream di avere un comportamento “intellettualmente disonesto e studiato a tavolino”. Ha inoltre precisato che i canali social di Matteo Gracis sono personali e non rappresentano il giornale. Ben diverso è stato il registro utilizzato da Gracis nel “mea culpa” che il giornalista ha pubblicato per rimediare al suo errore: “Ho commesso un errore. Anzi, due errori che un giornalista non dovrebbe fare e che mi obbligano a una riflessione approfondita sul mio operato. Chiedo scusa nuovamente e non per sperare in una qualche forma di clemenza, ma perché è questo che va fatto quando si sbaglia. Mi scuso soprattutto con i miei lettori e il mio pubblico, per le inesattezze e le imprecisioni contenute nel mio post fallace. Ho rettificato e sono pronto ad assumermi tutte le responsabilità, nonché le conseguenze delle mie azioni, qualunque esse siano. Per il momento - ha concluso - non ho altro da aggiungere a riguardo”.
Foto © Imagoeconomica
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