Strumenti di accessibilità
Skip to main content
| Cronaca

Trentaquattro anni dopo Capaci, ricordando Giovanni Falcone

I commenti nel giorno della memoria

AMDuemila

Nel giorno del 34°anniversario della strage di Capaci di seguito i commenti in ricordo del giudice Giovanni Falcone, della moglie Francesca Morvillo e degli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro.

Giuseppe Antoci (M5s): anche l'Unione europea non dimentica Capaci

"La strage di Capaci ha segnato in modo indelebile la storia del nostro Paese e continua a scuotere la coscienza civile di tutti i cittadini. Nel trentaduesimo anniversario di quell'orribile attentato, ricordiamo con profonda commozione il sacrificio del giudice Giovanni Falcone, di Francesca Morvillo e degli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro". Così in una nota Giuseppe Antoci, europarlamentare del Movimento 5 Stelle. "Sbaglia chi considera la lotta alla criminalità organizzata come una sfida tutta italiana. Le mafie operano oggi con reti transnazionali, sfruttando flussi finanziari globali, nuove tecnologie e vuoti legislativi", aggiunge.


antoci giuseppe pbassani

Giuseppe Antoci © Paolo Bassani 


"Per questo l'Unione europea rappresenta un attore decisivo nel contrasto al crimine organizzato. L'Ue ha già messo in campo strumenti fondamentali - da Europol alla Procura europea, fino alla Direttiva sul recupero dei beni confiscati - ma è necessario rafforzare ulteriormente la cooperazione giudiziaria, l'armonizzazione delle norme antimafia e la capacità di tracciare i capitali illeciti che attraversano i confini europei", sottolinea. "Su questo il nostro impegno al Parlamento europeo è totale a partire dall'inserimento del reato associativo nella nuova direttiva sul crimine transnazionale che arriverà ad ottobre. L'Europa può essere un moltiplicatore di legalità, trasparenza e giustizia se continuiamo a onorare davvero la memoria di chi Giovanni Falcone e di tutti quelli che hanno dato la vita per la libertà e lo Stato di diritto", conclude Antoci.

Conte: “Cancelleremo le norme che hanno spuntato le armi agli investigatori

Dobbiamo andare al più presto al governo, dobbiamo generare risorse finanziarie importanti per famiglie e imprese”, ha detto il presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, in visita al palazzo di giustizia di Palermo per la commemorazione della strage di Capaci. “Ma soprattutto, ed è giusto sottolinearlo oggi che onoriamo la memoria di Falcone, spazzeremo via tutte quelle norme che hanno spuntato le armi investigative, hanno dato spazio alla corruzione e in qualche modo hanno favorito spazi di impunità per la classe politica e i colletti bianchi. Dobbiamo fare tabula rasa di tutte queste loro norme”. 


conte giuseppe pbassani

Giuseppe Conte © Paolo Bassani 


De Lucia: "Falcone un maestro ma la mafia è ancora viva"

"C'è una grande illusione che serpeggia nel Paese, a tanti i livelli. Che dopo l'arresto di Matteo Messina Denaro la mafia sia stata sconfitta e che dunque si possa avviare una stagione di normalizzazione". Lo afferma, in un'intervista a La Repubblica, il procuratore di Palermo Maurizio De Lucia. "Il rischio della normalizzazione nella lotta alla mafia - aggiunge - attraversa trasversalmente la società e le istituzioni. Anche la politica, che deve sapere alzare in maniera sempre più decisa una barriera etica nei confronti di personaggi discussi, di gente in grado di spostare voti in maniera opaca o di fare promesse che hanno un'aria di ricatto verso chi le accetta. La politica deve espellere in modo deciso le mele marce dai partiti".


delucia pbassani

Maurizio De Lucia © Paolo Bassani 


"Ci sarebbe bisogno - prosegue il procuratore di Palermo - di riflettere e studiare ancora di più il metodo di lavoro di Giovanni Falcone, che è stato non solo uno straordinario magistrato, ma soprattutto un grande italiano. Il suo esempio dobbiamo trasmetterlo alle giovani generazioni. Evitando qualsiasi retorica. L'antimafia va riempita nuovamente di contenuti. Ritenere che la mafia sia stata sconfitta porta a disimpegnarsi. Se poi questo atteggiamento influenzasse anche la politica rischiamo la diminuzione delle risorse destinate alle complesse indagini che la magistratura continua a portare avanti". Cosa sta accadendo a Palermo, dove qualcuno è tornato a sparare colpi di kalashnikov contro le vetrine dei negozi? "È ancora presto per dare una lettura completa, ma di certo stiamo vivendo un momento delicato che vede protagonisti alcuni giovani che potremo definire emergenti. Non è davvero il momento di normalizzazione nella lotta alla criminalità organizzata" conclude De Lucia. 


Mattarella: "Strage di Capaci ha segnato la storia della Repubblica"

"La data del 23 maggio ha segnato la storia della Repubblica. La strage di Capaci, manifestazione tra le più sanguinarie della disumanità mafiosa, fu un attacco di inedita ferocia contro la libertà e la dignità degli italiani". Lo scrive il presidente della repubblica, Sergio Mattarella, in una dichiarazione nella "Giornata della legalità". Nell'anniversario, il primo pensiero, commosso, va a Giovanni Falcone, a Francesca Morvillo e agli uomini della scorta, Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani, barbaramente uccisi in quel tragico giorno. A loro saranno sempre uniti, con lo stesso filo della memoria, i nomi di Paolo Borsellino, Emanuela Loi, Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Vincenzo Li Muli, Claudio Traina, vittime della medesima strategia eversiva e anch'essi testimoni fino al sacrificio estremo dei valori costituzionali incompatibili con le trame infami della mafia. Il 23 maggio - aggiunge il presidente Mattarella - rappresentò l'avvio della riscossa civile, per questo è divenuto per gli italiani "la Giornata della legalità".  


mattarella sergio davidedb

Sergio Mattarella © Davide de Bari 


ARTICOLI CORRELATI

Palermo, 23 Maggio - ''Falcone e Borsellino: la verità oltre la mafia''

Capaci 34 anni dopo: i fatti che parlano e la memoria calpestata