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| Cronaca

Torre Annunziata, la nuova ''rimborsopoli'' travolge il Comune

Giuseppe Cirillo

Secondo la Procura, alcuni consiglieri avrebbero sfruttato in modo illecito il sistema dei permessi lavorativi e dei rimborsi 

Con la demolizione avvenuta qualche settimana fa di Palazzo Fienga, simbolo della Camorra a Torre Annunziata, i presupposti erano sicuramente quelli di un nuovo inizio. Ed effettivamente qualcosa è iniziato. Probabilmente non quello che ci si sarebbe aspettati, ma è comunque iniziato. Durante le prime fasi della demolizione del fortino del clan Gionta, il procuratore Nunzio Fragliasso aveva denunciato pubblicamente le “ombre” presenti nell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Corrado Cuccurullo. Parole che hanno immediatamente scatenato un vero e proprio terremoto politico, tanto a livello locale quanto nazionale. A rendere la questione ancora più spinosa hanno contribuito anche la proposta di scioglimento del Comune oplontino per infiltrazioni camorristiche e le dimissioni del primo cittadino.

All’ultima tappa di questa vicenda si è giunti nelle scorse ore, quando la Procura di Torre Annunziata, guidata dal procuratore Fragliasso, insieme alla Guardia di Finanza che ha svolto le indagini, ha contestato un presunto sistema di rimborsi utilizzato in modo illecito.

In pratica, un consigliere comunale che ha anche un altro lavoro può assentarsi dall’ufficio o dall’azienda per partecipare alle attività del Comune, come commissioni o riunioni istituzionali. Durante quelle ore continua comunque a essere pagato dal proprio datore di lavoro, perché la legge prevede che possa svolgere il suo incarico pubblico senza perdere lo stipendio. Successivamente, però, il Comune rimborsa il datore di lavoro per quelle ore di assenza. Quindi, alla fine, è il Comune a sostenere quel costo con soldi pubblici.

Secondo gli investigatori, alcuni consiglieri avrebbero sfruttato questo sistema in modo scorretto, simulando assenze dal lavoro, trasferte o attività che in realtà non esistevano, oppure gonfiandole per ottenere rimborsi più elevati del dovuto. L’accusa è che abbiano utilizzato un meccanismo pensato per garantire l’attività istituzionale come strumento per ottenere indebitamente soldi pubblici.

Il caso più grave riguarderebbe Fabio Giorgio, capogruppo del Pd, che tra aprile e luglio 2025 avrebbe ricevuto oltre 14 mila euro di rimborsi. Secondo la Procura, il consigliere risultava assunto presso una federazione sindacale con sede a Civitavecchia, a circa 300 chilometri da Torre Annunziata. Una situazione considerata sospetta perché, stando alle indagini, Giorgio partecipava quasi quotidianamente alle commissioni comunali a Torre Annunziata, rendendo di fatto incompatibile il continuo spostamento tra le due città.

Il sospetto è infatti che il posto di lavoro fosse in realtà fittizio. La federazione sindacale sarebbe stata creata proprio nel momento dell’assunzione del consigliere e chiusa quando le indagini hanno iniziato a prendere forma. Inoltre, sempre secondo la Procura, il padre di Giorgio figurava formalmente come datore di lavoro e avrebbe ricevuto i bonifici destinati ai rimborsi comunali. Motivo per il quale anche lui risulta coinvolto nell’inchiesta che ha visto le Fiamme Gialle sequestrare complessivamente 18 mila euro.

Il gip ha descritto un quadro piuttosto ampio, fatto di commissioni consiliari convocate praticamente ogni giorno, dal lunedì al venerdì, con costi enormi per il Comune. Nel solo primo quadrimestre del 2025, il Comune avrebbe speso oltre 94 mila euro per le sedute delle commissioni e più di 12 mila euro per i rimborsi. Secondo il segretario generale, molte convocazioni erano eccessive, poco trasparenti o dedicate ad argomenti generici.

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