Appello rivolto a Governo e Parlamento per approvare con urgenza l'emendamento
A pochi giorni dal 34° anniversario della strage di Capaci, un gruppo di Testimoni di Giustizia lancia un appello alle istituzioni chiedendo l’approvazione urgente dell’emendamento sui contributi pensionistici destinati a chi ha denunciato le mafie collaborando con lo Stato. Donne e uomini che, pur non avendo mai fatto parte di organizzazioni criminali, hanno scelto di denunciare le stesse rompendo il silenzio e pagando un prezzo altissimo in termini di lavoro, sicurezza personale, stabilità economica e vita familiare. Nel documento rivolto al Governo e al Parlamento, i firmatari chiedono che il riconoscimento previdenziale diventi un segnale concreto di tutela e credibilità dello Stato nei confronti di chi ha sacrificato tutto in nome della legalità.
L'appello
Siamo un nutrito gruppo di Testimoni di Giustizia, cittadini che hanno scelto di denunciare la criminalità organizzata di stampo mafioso collaborando con lo Stato senza aver mai fatto parte di contesti criminali.
Abbiamo deciso di rivolgere un appello alle Istituzioni, in particolare al Governo e alla maggioranza, affinché sia presentato e approvato con urgenza l’emendamento relativo al riconoscimento e alla copertura dei contributi pensionistici per i Testimoni di Giustizia. Nel dicembre 2025, in legge di bilancio 2025, è stato approvato un ordine del giorno a firma della Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, on.le Chiara Colosimo, che impegna il Governo a colmare la grave lacuna normativa che penalizza Noi testimoni e le nostre famiglie.
La nostra scelta di legalità ha comportato conseguenze profonde e irreversibili: perdita del lavoro, trasferimenti forzati, isolamento sociale, difficoltà economiche e l’impossibilità, in molti casi, di proseguire una normale attività lavorativa. Abbiamo affidato la nostra vita e quella delle nostre famiglie allo Stato, pagando un prezzo un prezzo altissimo, se non addirittura indicibile, in nome della giustizia e della difesa della collettività.
Non chiediamo privilegi, ma il riconoscimento di un diritto fondamentale: la tutela previdenziale di chi, per servire lo Stato e difendere la legalità, ha sacrificato stabilità lavorativa, carriera e futuro. L’approvazione dell’emendamento rappresenterebbe un segnale concreto di vicinanza e responsabilità istituzionale, restituendo dignità a donne e uomini che hanno scelto il coraggio della denuncia e che ancora oggi vivono da “latitanti” le conseguenze di quella scelta.
Chiediamo quindi al Parlamento, al Governo e alla sua maggioranza di sostenere e approvare rapidamente questa misura, affinché nessun Testimone di Giustizia venga lasciato senza garanzie previdenziali e senza la certezza di un futuro dignitoso. La credibilità dello Stato si misura anche dalla capacità di proteggere e sostenere chi ha creduto nella giustizia fino in fondo.
Il 23 maggio ricorre il 34°esimo anniversario della strage di Capaci e sono previste lodevoli iniziative organizzate dalla società civile in tutta la nazione. Chiediamo al Governo e alla maggioranza di presentarsi a quell’appuntamento con l’approvazione dell’emendamento per dare concreto sostegno ai 150 testimoni di giustizia destinatari del provvedimento. Diversamente la mancata presentazione e approvazione dell’emendamento verrebbe percepita come un pessimo esempio di credibilità delle Istituzioni. Il valore della Memoria si misura, al di là delle cerimonie ufficiali, anche dall’esito della approvazione di tutti quei provvedimenti in materia di lotta alle mafie perché esse rappresentano il modo in cui lo Stato trasforma il ricordo in un impegno concreto, formale e permanente.
I Testimoni di Giustizia
Foto © Imagoeconomica














