
Svolta nell'inchiesta della procura di Catania per una sparatoria l'11 giugno scorso nella quale rimasero feriti tre minorenni. Cinque fermi di pm eseguiti dalla Squadra Mobile catanese per tentato omicidio, porto abusivo di armi e munizioni, reati aggravati dall'aver agevolato il clan Cappello-Bonaccorsi. A un indagato, contestato anche il favoreggiamento aggravato. Tre indagati sono stati rintracciati a Floridia (Sr) e due a Catania. Il gip catanese ha poi convalidato il fermo. Per una sesta persona, considerato il 'factotum' del commando dopo la sparatoria, il provvedimento non è stato convalidato, pur essendo stata disposta a suo carico la misura custodiale dei domiciliari, essendo stata riconosciuta la sussistenza di gravi indizi solo per favoreggiamento semplice. L'analisi delle immagini di sistemi di videosorveglianza, insieme ad altri riscontri investigativi, ha permesso alla polizia di ricostruire la dinamica dell'accaduto. In sei a bodo di tre scooter arrivano in piazza e sparare ad altezza uomo contro un gruppo di ragazzi vicini a un chiosco. Uno degli obiettivi degli spari, minorenne, invece di fuggire, si era messo al riparo e aveva sparato a sua volta con una pistola che aveva con se' , rimanendo ferito. Dopo essere stato medicato in ospedale è stato arrestato e condotto, su disposizione del gip, nell'Ipm di Bicocca. Dall'incrocio di elementi tratti da testimonianze, intercettazioni telefoniche, ambientali e analisi del traffico telefonico, la squadra mobile è risalita all'identità di cinque componenti il commando che, subito dopo la sparatoria, si è nascosto in alloggi di fortuna, prima ad Adrano (Ct), poi a Siracusa, a Giardini-Naxos (Me) e Catania, con l'ausilio di un factotum, ma avendo come punto di riferimento un detenuto in carcere, che per i pm ha tra l'altro ordinato un sequestro di persona, indicando loro di agire utilizzando dispositivi delle forze dell'ordine e parrucche per fingere un controllo di polizia. Alla base del conflitto a fuoco, per gli inquirenti, c'è una fibrillazione interna a due fazioni all'interno del clan Cappello-Bonaccorsi. Durante perquisizioni domiciliari legate all'esecuzione del provvedimento di fermo, la polizia ha sequestrato a casa di uno degli indagati una pistola calibro 6,35 risultata rubata. Sequestrati i tre scooter utilizzati per compiere il raid.













