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| Cronaca

Sette arresti per terrorismo, in manette membri di organizzazione anarchica

L’inchiesta dei pm di Roma ha portato ai fermi di presunti autori dei sabotaggi ai treni e delle azioni incendiare avvenute in prossimità delle Olimpiadi invernali

AMDuemila

È scattata dalle prime ore di ieri mattina una vasta operazione della Digos della Questura di Roma nei confronti di un gruppo di affinità di matrice anarco-insurrezionalista accusato di aver pianificato e realizzato azioni violente con finalità di terrorismo ed eversione dell'ordine democratico. 
Sette misure cautelari, decine di perquisizioni da nord a sud della penisola e il coordinamento della Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo. Questo il bilancio dell’operazione coordinata dalla procura della Repubblica di Roma. Al gruppo viene contestata anche l’azione sulla linea alta velocità dello scorso 14 febbraio nel tratto Roma Firenze. L'inchiesta, condotta in stretto raccordo con la Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione, ha portato all'esecuzione di cinque ordinanze di custodia cautelare in carcere e due di arresti domiciliari, emesse dal Gip del Tribunale capitolino. Gli anarchici coinvolti sono gravemente indiziati del reato di associazione con finalità di terrorismo o di eversione dell'ordine democratico, previsto dall'articolo 270 bis del codice penale. Secondo gli inquirenti, il nucleo principale del sodalizio sarebbe radicato a Roma, ma avrebbe mantenuto legami e contatti con realtà affini individuate anche a Bologna, Forlì-Cesena, Milano e Napoli. Una struttura, spiegano dalla Questura, organizzata "secondo modalità e metodologie note e sperimentate nel movimento anarchico", con un'articolazione che richiama gli schemi tipici dei gruppi di affinità insurrezionalisti. In carcere sono finiti Nico Aurigemma e Micol Marino, considerati i promotori del gruppo, ma anche Stefano Marri, Francesco Benedetti, Arnau Casadevali Valletti. Ai domiciliari invece sono finite Giulia Vidotto e Luna Fratini, che aveva la disponibilità del casale a Vicovaro, dove il gruppo si riunì per 48 ore tra l'11 e il 13 luglio dello scorso anno per pianificare azioni e sabotaggi. 

I due sabotaggi all’Alta Velocità

Tra le persone arrestate, due sono accusate anche di aver partecipato a un duplice sabotaggio avvenuto il 14 febbraio scorso ai danni di due linee dell'Alta Velocità. Il primo episodio ha interessato la tratta Roma-Firenze, dove l'impiego di ordigni artigianali, ritenuti comunque altamente efficaci, ha causato danni significativi all'infrastruttura ferroviaria, con costi di riparazione stimati in circa 455 mila euro. Nello stesso momento sarebbe stato compiuto un secondo attacco sulla linea Roma-Napoli. Per questi fatti gli indagati dovranno rispondere anche delle accuse di attentato contro impianti di pubblica utilità, interruzione di pubblico servizio e istigazione a delinquere, reati aggravati dalla finalità terroristica. Le due azioni furono rivendicate con un unico comunicato pubblicato sul sito ispiraazione.noblogs.org, creato pochi mesi prima. Nel testo, gli autori collegavano i sabotaggi alle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina, dichiarando motivazioni antimilitariste e ostili alle infrastrutture strategiche. Gli episodi si inseriscono in un contesto già caratterizzato da altri atti di sabotaggio attribuiti all'area anarchica contro la rete dell'Alta Velocità in concomitanza con l'evento olimpico. Secondo gli inquirenti, il gruppo avrebbe perseguito anche l'obiettivo di mantenere alta la mobilitazione dell'area anarco-insurrezionalista contro il regime del 41-bis applicato ad Alfredo Cospito, anche attraverso iniziative dimostrative di carattere violento. Si tratta di una questione che da tempo alimenta tensioni nei settori più radicali del movimento anarchico e che in passato è stata collegata ad altri episodi di danneggiamento della rete ferroviaria nazionale. Nell'ordinanza cautelare sono riportate diverse intercettazioni. In una registrazione, uno degli indagati sostiene la necessità di intraprendere azioni capaci di esercitare pressione sullo Stato in relazione alla detenzione di un anarchico al 41-bis. In un'altra conversazione, due persone indagate discutono di un possibile sopralluogo riguardante un ristorante della catena McDonald's, ipotizzando iniziative da inserire in una strategia graduale di rilancio della mobilitazione a favore di Cospito. A supporto della Digos di Roma sono intervenute anche le Digos di Milano, Bologna, Napoli, Torino, Terni e Rieti, impegnate nell'esecuzione di numerosi decreti di perquisizione emessi dalla Procura nei confronti di altri soggetti sotto indagine. Tra i luoghi interessati figura anche il centro sociale anarchico romano Bencivenga Occupato, frequentato da Nico Aurigemma e Micol Marino. La struttura è stata sgomberata nella mattinata odierna e alcuni attivisti presenti sono stati accompagnati in commissariato per accertamenti. All'esterno si sono radunati oltre quaranta militanti. Le indagini descrivono una rete che, secondo l'accusa, presenterebbe collegamenti estesi anche oltre i confini nazionali. Per questo motivo è stato necessario un coordinamento su scala nazionale, con il coinvolgimento della Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo. Gli arresti arrivano a due mesi dalla morte di Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano, i due anarchici deceduti nel Parco degli Acquedotti a Roma mentre stavano preparando un ordigno artigianale.

In allegato le immagini scattate al Centro Anarchico Bencivenga-Roma

Link video https://www.poliziadistato.it/pressarea/Share/link/013449fc-694b-11f1-b5e8-736d736f6674