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| Cronaca

Riciclaggio e corruzione, commissariato il Casinò de la Vallée

Il provvedimento del Tribunale durerà un anno. Due amministratori giudiziari guideranno il processo di risanamento

AMDuemila

Il Tribunale di Torino ha disposto il commissariamento del Casinò de la Vallée di Saint-Vincent, accogliendo la richiesta della Procura nell'ambito di una vasta indagine che coinvolge 33 persone e ipotizza reati di riciclaggio, corruzione, ricettazione e associazione per delinquere. E’ la prima volta nella storia italiana che una casa da gioco viene sottoposta ad amministrazione giudiziaria. Il provvedimento, della durata iniziale di un anno, prevede la nomina di due amministratori giudiziari chiamati a intervenire direttamente sulla struttura organizzativa dell'azienda, con il compito di rafforzare i controlli interni e rimuovere le criticità che, secondo gli inquirenti, hanno consentito il radicarsi di pratiche illecite.

Nelle motivazioni della decisione dei giudici è emerso un giudizio piuttosto pesante nei confronti della governance del Casinò de la Vallée Spa, controllata quasi interamente dalla Regione Valle d'Aosta. Infatti, secondo il tribunale, i vertici aziendali non direttamente coinvolti nelle attività contestate avrebbero ignorato nel tempo numerosi segnali di allarme, omettendo di adottare adeguate misure di prevenzione e controllo. Una condotta che avrebbe favorito la diffusione di comportamenti opachi fino a creare un contesto organizzativo permeabile a fenomeni corruttivi e di riciclaggio. Per i magistrati, la sistematica inosservanza delle regole avrebbe progressivamente normalizzato pratiche illegali all'interno dell'organizzazione, creando un ambiente nel quale irregolarità e comportamenti contrari alla legge non solo venivano tollerati, ma finivano per essere agevolati.

Secondo l'ipotesi accusatoria, alcuni imprenditori avrebbero beneficiato della collaborazione di funzionari infedeli della casa da gioco per effettuare operazioni in violazione delle norme antiriciclaggio. Tra i nomi emersi nell'inchiesta figura anche quello dell'imprenditore Aldo Spinelli, indagato per una presunta vicenda di corruzione che avrebbe coinvolto due funzionari del casinò. Secondo l'accusa, una transazione in contanti superiore alle soglie consentite sarebbe stata agevolata attraverso il pagamento di una somma di denaro ai dipendenti coinvolti. Va anche aggiunto che questa vicenda assume particolare rilevanza  alla luce della situazione economica del Casinò. Dopo il concordato avviato nel 2021 e anni segnati dal rischio di fallimento, il bilancio 2024 aveva registrato un utile superiore ai 16 milioni di euro.

Fonte: ANSA

Foto © Imagoeconomica